L’intera edizione di quest’anno sarà dedicata a Pippo Baudo e lo scoprirete proprio fin dalla sigla, ha annunciato il direttore artistico di Sanremo 2026, al via da martedì 24 febbraio. Se chiudete gli occhi e pensate allo storico jingle amato da ogni festivaliero d’Italia, la voce che sentite è quella di Maurizio Lauzi, che nel 1995 intonò per la prima volta quell’accattivante “Perché Sanremo è Sanremo, no?”.
Le Origini del Tormentone
Nel 1995, Maurizio Lauzi, figlio di Bruno Lauzi, fu contattato da Pippo Caruso tramite una telefonata notturna. Caruso spiegò di aver bisogno di un quarto corista maschile per un progetto specifico. La conversazione avvenne a Perugia, a casa della compagna di allora di Lauzi. Il risultato fu la creazione della sigla che sarebbe diventata un jingle tormentone, associato al Festival di Sanremo.
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La frase iniziale, “Perché Sanremo è Sanremo, no?”, fu intonata per la prima volta da Lauzi in quell’occasione.
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La Forma della Sigla
Alla fine del 1994, Maurizio Lauzi si trovava a Perugia, a casa della sua compagna di allora. Ricevette una telefonata notturna da Pippo Caruso, che gli comunicò la necessità di un quarto corista maschile per un progetto in corso. La telefonata segnò l'inizio della creazione della sigla che avrebbe poi incarnato l'identità del Festival di Sanremo. Il jingle, "Perché Sanremo è Sanremo, no?", fu concepito e intonato da Lauzi in quel preciso momento, diventando un elemento distintivo del programma.
