La Controversia sulla Banca di San Marino e il "Piano Parallelo"
In Consiglio Grande e Generale si è affrontata la questione relativa alla Banca di San Marino, intrecciata al dibattito sul cosiddetto "Piano Parallelo". L'obiettivo era individuare una posizione comune, ma il tentativo non ha prodotto risultati. Le forze di opposizione hanno proposto l'istituzione di una Commissione Consiliare d’Inchiesta, un meccanismo volto a ricostruire gli eventi e comprendere le dinamiche che hanno portato alla situazione attuale. Si è inoltre annunciato l'imminente deposito di un progetto di legge entro il 28 febbraio.
Valentina Pelliccioni (Comitato Pro-San Marino): Commissione d’inchiesta, le opposizioni la chiedono, la maggioranza dice no
Il Voto di Rifiuto e la Divisione nella Maggioranza
Valentina Pelliccioni (Comitato Pro-San Marino): Commissione d’inchiesta, le opposizioni la chiedono, la maggioranza dice no (completa)
La proposta di costituzione della Commissione Consiliare d’Inchiesta è stata sottoposta a votazione. Il risultato è stato di 20 voti contrari, 11 favorevoli, 8 astenuti e un voto non valido. Il Partito Democratico Cristiano Sammarinese (PDCS) ha espresso un voto unanime contrario. All'interno della maggioranza, si è manifestata una frammentazione di posizioni, con alcuni consiglieri che si sono astenuti, altri che non hanno partecipato al voto, e altrettanti che hanno espresso posizioni differenti, anche all'interno dello stesso gruppo consiliare.
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Il dibattito ha visto ripetutamente l'opposizione sottolineare che la problematica non ha origine nel presente, ma necessita di un'analisi del percorso completo, delle scelte, dei passaggi, delle decisioni e delle regole adottate nel tempo.
Ricostruzione del Percorso e Analisi delle Regole
La decisione di respingere la Commissione Consiliare d’Inchiesta evidenzia un crescente dissenso e una perdita di fiducia. L'opposizione insiste sulla necessità di una ricostruzione completa della vicenda, che comprenda l'analisi di tutte le scelte e decisioni prese in precedenza, nonché delle regole che hanno governato l'operato della Banca di San Marino e il funzionamento del "Piano Parallelo". La mancanza di una visione unitaria all'interno della maggioranza, manifestata attraverso astenuti, assenze e posizioni divergenti, contribuisce ad alimentare le preoccupazioni e a sollevare interrogativi sulla capacità di affrontare la crisi. Il futuro del dibattito politico a San Marino dipenderà dalla capacità di trovare un terreno comune per una ricostruzione accurata e trasparente della vicenda, al fine di ripristinare la fiducia dei cittadini.
