Bocciata da Corte Suprema la Maggior Parte dei Dazi Trump

Pubblicato: 20/02/2026, 18:23:173 min
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Redazione
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Bocciata da Corte Suprema la Maggior Parte dei Dazi Trump

Impatto della Sentenza sui Dazi Reciproci

Il Ruolo di John Roberts e la Legge del 1977

Il 20 febbraio, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei dazi doganali imposti dal presidente Donald Trump, stabilendo che il presidente aveva superato i limiti dei suoi poteri costituzionali. La decisione, raggiunta con un voto di sei giudici a tre, ha negato a Trump la possibilità di giustificare i dazi invocando presunte emergenze economiche. La sentenza sottolinea un principio fondamentale: l'autorità esecutiva non può agire unilateralmente in materia commerciale senza l'approvazione del Congresso. La decisione della Corte Suprema si concentra sui dazi definiti “reciproci”, ovvero quelli imposti da Trump a quasi tutti i paesi con cui gli Stati Uniti intrattenevano scambi commerciali.

Questi dazi, che rappresentavano una parte significativa della politica commerciale del presidente, sono stati quindi sostanzialmente annullati. È importante notare che la sentenza non ha impatto sui dazi specificamente applicati a settori industriali particolari, come quello automobilistico, quello legato alla produzione di acciaio o alluminio. Questi ultimi, pur essendo oggetto di controversie, sono rimasti in vigore, lasciando aperta la possibilità di ulteriori sfide legali. La questione centrale della controversia si è concentrata sull'interpretazione di una legge del 1977.

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Questa legge, originariamente concepita per consentire al presidente di intervenire in caso di “emergenza economica”, teoricamente autorizzava l'esecutivo a prendere provvedimenti senza la preventiva approvazione del Congresso. Tuttavia, il presidente della Corte Suprema, John Roberts, ha ritenuto che il testo della legge richiedesse un "chiaro via libera" del Congresso per poter imporre i dazi. Secondo Roberts, l'interpretazione letterale del testo legale, combinata con i principi costituzionali, impediva a Trump di utilizzare la legge del 1977 come giustificazione per l'imposizione dei dazi. La sentenza ha evidenziato una profonda divergenza di opinioni tra i giudici della Corte Suprema riguardo al ruolo del potere esecutivo e del potere legislativo nell'ambito della politica commerciale.

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La maggioranza dei giudici, guidata da Roberts, ha sostenuto che l'azione di Trump rappresentava un'ingerenza eccessiva nell'ambito del Congresso, mentre la minoranza ha difeso la necessità di un intervento rapido ed efficace da parte dell'esecutivo in situazioni di crisi economica. L'impatto immediato della sentenza è stato significativo. I dazi reciproci, che avevano creato tensioni commerciali con diversi paesi, sono stati in gran parte rimossi, riducendo le barriere al commercio internazionale. Tuttavia, la decisione della Corte Suprema ha anche sollevato interrogativi sul futuro della politica commerciale statunitense e sul rapporto tra i poteri dello Stato.

La sentenza ha ribadito l'importanza del controllo giudiziario sull'azione del potere esecutivo e ha rafforzato il ruolo del Congresso nel processo decisionale in materia di commercio. La decisione della Corte Suprema ha generato un ampio dibattito politico e economico, con sostenitori e oppositori della politica commerciale di Trump che hanno espresso forti reazioni. Alcuni hanno criticato la sentenza come un ostacolo alla capacità del presidente di proteggere le industrie americane, mentre altri l'hanno vista come una garanzia del rispetto dello stato di diritto e della separazione dei poteri.

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