L'incontro con un attore "burbero ma assolutamente grande"
Bruce Beresford, il cineasta australiano che ha diretto Robert Duvall nel film del 1983 "Tender Mercies", per il quale Duvall vinse l'Oscar come miglior attore nel 1984, ha condiviso i suoi ricordi dell'attore in esclusiva con The Hollywood Reporter. Beresford, i cui crediti includono anche "Breaker Morant" (1979), "Crimes of the Heart" (1986) e "Driving Miss Daisy" (1989), vincitore dell'Oscar come miglior film, ricorda Duvall come un attore "burbero" ma "assolutamente grande". Beresford ha dichiarato di non aver più rivisto Duvall dopo "Tender Mercies". Il film era in concorso a Cannes, ma Beresford era impegnato a girare un altro progetto e non poté partecipare. Successivamente, entrambi furono nominati per gli Oscar, ma Beresford si trovava nuovamente altrove per motivi di lavoro. La sceneggiatura di "Tender Mercies" è stata scritta da Horton Foote. Horton aveva già scritto altri ruoli per Bob (Robert Duvall). Infatti, fu Horton a suggerire Bob per il suo primo film, "To Kill a Mockingbird". E Horton scrisse "Tender Mercies" specificamente per Bob. Beresford ricevette la sceneggiatura da Philip e Mary-Ann Hobel, fondatori di The Cinema Guild, una coppia molto gentile di New York. Beresford scoprì in seguito che i Hobel avevano...
La genesi di "Tender Mercies"
La collaborazione tra Bruce Beresford e Robert Duvall per "Tender Mercies" ebbe origine da un copione scritto appositamente per l'attore da Horton Foote. Foote, sceneggiatore di grande talento, aveva già un legame professionale con Duvall, avendolo voluto in ruoli precedenti e suggerendolo persino per la sua prima apparizione cinematografica in "To Kill a Mockingbird". La scelta di Horton Foote di dedicare "Tender Mercies" a Duvall sottolinea la profonda stima e la sintonia artistica tra i due. Il copione giunse a Beresford tramite Philip e Mary-Ann Hobel, una coppia di New York legata alla fondazione di The Cinema Guild. Beresford ha descritto i Hobel come persone molto gradevoli. La ricezione della sceneggiatura segnò l'inizio di un progetto che avrebbe portato a un importante riconoscimento per Duvall. La decisione di Beresford di dirigere il film fu influenzata dalla qualità del materiale e, presumibilmente, dalla presenza di un attore del calibro di Duvall. La sua descrizione di Duvall come "burbero ma assolutamente grande" suggerisce un'interazione complessa ma produttiva sul set. L'aggettivo "burbero" potrebbe riferirsi a un temperamento riservato o a un approccio intenso al lavoro, mentre "assolutamente grande" evidenzia il talento e la capacità attoriale che Duvall dimostrò nel ruolo. Nonostante il successo e il legame professionale creato durante le riprese di "Tender Mercies", Beresford ha ammesso di non aver più avuto contatti diretti con Duvall dopo la fine del progetto. Le circostanze della vita e degli impegni professionali li hanno tenuti lontani, impedendo ulteriori collaborazioni o incontri. La mancata partecipazione di entrambi alla cerimonia di premiazione degli Oscar, a causa di altri impegni di lavoro, è un ulteriore esempio di come le loro strade si siano separate dopo la realizzazione del film. Il film "Tender Mercies" è ambientato in Texas e racconta la storia di un cantante country caduto in disgrazia che cerca di ricostruire la sua vita. La performance di Duvall fu lodata per la sua autenticità e profondità emotiva, elementi che contribuirono in modo significativo al successo critico e commerciale del film. L'Oscar vinto da Duvall nel 1984 consolidò la sua reputazione come uno dei più grandi attori della sua generazione. La memoria di Beresford, pur focalizzata sull'esperienza lavorativa, offre uno spaccato della personalità di Duvall vista attraverso gli occhi di un regista che ha avuto modo di osservarlo da vicino. La descrizione di un attore "burbero" ma "assolutamente grande" dipinge un ritratto sfaccettato, che riconosce le possibili asperità del carattere, ma che mette in primo piano il suo indiscutibile genio artistico. La storia di "Tender Mercies" e del suo protagonista rimane un capitolo significativo nella carriera di entrambi gli uomini e nel cinema americano.
