Le ragazze di Tunisi: un romanzo di memorie

Pubblicato: 19/02/2026, 09:19:136 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Le ragazze di Tunisi: un romanzo di memorie

Un'epopea familiare nella Tunisi degli anni '50

La genesi di "Le ragazze di Tunisi", il nuovo romanzo di Luca Bianchini edito da Mondadori nel 2026, affonda le radici non in documenti cartacei, bensì in immagini sedimentate nella memoria. Queste visioni, frammenti di un passato vissuto e percepito, costituiscono il nucleo emotivo e narrativo dell'opera. Si tratta di un'evocazione potente: una donna che, ogni mercoledì, ascende sul tetto della propria abitazione per scrutare l'orizzonte marino, in attesa di scorgere le navi. Un altro quadro vivido è quello di un pavimento a scacchi, elemento visivo che evoca un'epoca e un'atmosfera specifica. Ancora, una madre intenta a cucire, che, attraverso il riflesso di uno specchio, osserva le proprie figlie in un momento di discreta intimità, quasi un'azione furtiva di protezione o di studio. Queste istantanee, cariche di significato personale, danno vita a una narrazione ambientata nella Tunisi compresa tra il 1959 e il 1961. In questo periodo storico, molte famiglie di origine siciliana, emigrate in cerca di nuove opportunità, si trovarono a vivere in un microcosmo denso di culture e tradizioni diverse. La comunità italiana in Tunisia era numerosa e influente, e la sua presenza si intrecciava con la vita locale in modi complessi e affascinanti. Il romanzo di Bianchini esplora proprio questo crocevia di esistenze, un mondo cosmopolita che si trovava sull'orlo di una trasformazione epocale, segnata dall'avvicinarsi dell'indipendenza del Paese. La storia di questa emigrazione italiana in Tunisia rappresenta una pagina di storia nazionale che per lungo tempo è rimasta ai margini del racconto collettivo. Spesso oscurata dalla più massiccia e mediatizzata emigrazione verso le Americhe, questa diaspora silenziosa è stata tuttavia un fenomeno di notevole portata. Negli anni presi in esame dal romanzo, migliaia di italiani risiedevano o erano nati a Tunisi. Tra questi, figure che in seguito avrebbero raggiunto la notorietà in vari campi, come l'attrice Claudia Cardinale, il tennista Nicola Pietrangeli e il regista teatrale Luca Ronconi. Il romanzo di Bianchini si propone di riportare al centro dell'attenzione questa comunità, dando voce alle sue esperienze, alle sue speranze e alle sue sfide.

Un crocevia di culture e destini

Al cuore della narrazione, sospesa tra la fedeltà alla realtà storica e la necessaria invenzione letteraria, si trovano Maria e le sue tre figlie adolescenti. Le loro vicende personali si dipanano sullo sfondo di una città vibrante e multiculturale. Tunisi, in quegli anni, era un luogo dove le lingue e le culture si fondevano in un tessuto sociale unico. Il siciliano, il francese e l'arabo convivevano, creando un'atmosfera di scambio e di reciproca influenza. Le abitudini quotidiane riflettevano questa mescolanza: si condividevano piatti tipici come il couscous e i makroud, e momenti di svago collettivo, come l'attesa di un programma televisivo, magari con la visione di Mina, che rappresentava un punto di riferimento culturale per molti. Il romanzo di Bianchini non si limita a descrivere un contesto storico e geografico, ma si addentra nelle dinamiche familiari e nelle aspirazioni individuali dei suoi personaggi. Le ragazze, in particolare, si trovano in un'età cruciale, quella dell'adolescenza, in cui si definiscono le identità e si proiettano i sogni verso il futuro. La loro esperienza è filtrata attraverso la lente di una madre che cerca di guidarle e proteggerle in un mondo in rapido mutamento. La presenza di Maria, con la sua forza e la sua capacità di osservazione, diventa un punto fermo per le figlie, mentre esse navigano tra le pressioni sociali, le aspettative familiari e i desideri personali. La scelta di ambientare il romanzo in questo specifico periodo storico e in questa particolare città non è casuale. La Tunisi tra il 1959 e il 1961 era un crocevia di tensioni politiche e sociali, un luogo di transizione che rifletteva i cambiamenti in atto a livello globale. L'imminente indipendenza del Paese portava con sé interrogativi sul futuro della comunità italiana, sulla sua identità e sul suo ruolo nella nuova nazione. Bianchini riesce a cogliere queste sfumature, inserendo le vicende private dei suoi personaggi in un quadro storico più ampio, senza mai perdere di vista l'umanità e la profondità delle loro esperienze.

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La diaspora silenziosa e la memoria ritrovata

Il tema della diaspora silenziosa è centrale in "Le ragazze di Tunisi". A differenza di altre ondate migratorie, quella italiana in Tunisia è stata caratterizzata da una minore visibilità mediatica, pur rappresentando un capitolo significativo della storia italiana. Molti di coloro che emigrarono in Nord Africa non furono semplicemente lavoratori in cerca di fortuna, ma portatori di una cultura e di un'identità che si adattarono e si trasformarono nel nuovo contesto. Il romanzo di Bianchini restituisce dignità e visibilità a queste storie, mettendo in luce la resilienza e la capacità di adattamento di una comunità che ha contribuito a plasmare il volto di Tunisi. La narrazione si sviluppa attraverso una prosa evocativa e ricca di dettagli sensoriali, che permettono al lettore di immergersi completamente nell'atmosfera della Tunisi dell'epoca. I profumi, i suoni, i sapori e i colori della città prendono vita sulla pagina, creando un'esperienza immersiva. La scrittura di Bianchini è capace di cogliere le sfumature emotive dei personaggi, le loro gioie, le loro preoccupazioni e le loro speranze. La figura di Maria, in particolare, emerge come un personaggio complesso e sfaccettato, una madre che incarna la forza e la saggezza di una generazione. Il romanzo non si limita a un mero resoconto storico, ma esplora le dinamiche universali dell'emigrazione, dell'identità e del legame familiare. Le esperienze delle ragazze di Tunisi risuonano con quelle di molti giovani che si trovano a dover conciliare le proprie radici con le influenze del mondo esterno. La memoria, come suggerisce l'incipit del romanzo, è un elemento fondamentale nella costruzione dell'identità, e il romanzo di Bianchini è un invito a riscoprire e valorizzare le storie che, pur essendo state a lungo ai margini, costituiscono una parte essenziale del nostro passato collettivo. La scelta di riportare al centro questa diaspora silenziosa è un atto di recupero storico e culturale, che arricchisce la nostra comprensione della storia italiana e delle sue molteplici ramificazioni.

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