Un'analisi del suo stile narrativo
Una definizione di bellezza affascinante
Charles Baudelaire definì "bello" come qualcosa di ardente e triste, qualcosa di vago che lascia spazio alla congettura. Questa fusione di emozioni contrastanti crea un effetto molto affascinante perché sembra riuscire a unire il racconto delle tragedie dell'esistenza con il sorriso beffardo di chi le sovrasta. Non è inconsapevole del valore della lotta tra opposti, ma accetta saggiamente questa dualità.
Fleur Jaeggy e la sua visione della bellezza
Il primo libro che ho letto di Fleur Jaeggy è stato "I Beati Anni del Castigo" (1989). In queste pagine, l'inseguimento senza fine tra due ragazze che si conoscono in un collegio e le cui esistenze sembrano fondersi in un unico sberleffo alla realtà, crea una combinazione di "ardente e di triste" che esplode nella sua potenza. Le altre opere di Fleur Jaeggy mi hanno fatto intuire che ha scritto un'unica grande...
