La tragedia di Maryam: la bambina non ce l'ha fatta.
Un sistema sanitario in crisi e un'attesa senza fine
La dottoressa Khadra Salameh, oncologa pediatrica a Gerusalemme Est
Il dolore è immenso. Il papà tiene la mano della bimba, quasi un orsacchiotto, mentre camminano tra le macerie. La piccola Maryam, di appena sei anni, stringe una bambola di pezza, il suo viso stanco e quasi stremato. L'ha lasciato in un cielo tormentato dai droni israeliani, lasciando la sua famiglia accampata in una tenda tra le macerie della periferia di Gaza City.
Il consigliere federale Ignazio Cassis
La lentezza dei trasferimenti: un blocco che non può essere superato
Il consigliere federale Ignazio Cassis
Maryam è morta. O meglio, non è stata salvata. Era in lista d'attesa per uscire da Gaza. L’ha uccisa la sua malattia e la lentezza dei trasferimenti – di fatto un blocco – per le migliaia di malati che hanno un disperato bisogno di cure fuori Gaza.
Le difficoltà nella Striscia: duemila posti-letto, ma non abbastanza
Le evacuazioni sanitarie procedono col contagocce malgrado la riapertura parziale del valico di Rafah. La maggior parte di chi necessita cure urgenti, per ora, è condannato a restare. “Non voglio perderla” “Se solo Israele ci avesse autorizzato prima…saremmo già usciti, invece dobbiamo aspettare. Ogni minuto che passa è una minaccia alla vita di Maryam. Non voglio perderla” aveva...
