Un rifiuto che innesca la caduta
Tansu Biçer e Özgü Namal in **Yellow Letters**. Turchia, oggi: un'attrice teatrale rifiuta la foto con un politico di governo e inizia la sua degradazione. È il congegno che innesca **Yellow Letters**, il nuovo film di **İlker Çatak** che si iscrive tra i migliori del concorso di **Berlino 76**. Il regista de **La sala professori** getta la maschera e gira un film più apertamente politico.
La dittatura dolce della Turchia
È anche al suo Paese che strappa il travestimento, incidendo l'affresco di un regime non apertamente autoritario ma una dittatura dolce, che lavora ai fianchi in modo implacabile, lentamente ti umilia e ti fa sparire. Cosa c'è di peggio per due artisti di oscurare la loro opera?
La storia di Derya e Aziz
È ciò che accade a **Derya** e **Aziz**, lei attrice, lui regista indipendente, con una figlia di **tredici anni**, due che vogliono coltivare la loro arte e non si piegano alla logica commerciale e all'inchino obbligatorio al governo. Proprio con una recita teatrale inizia il racconto, che mostra subito le qualità di **Derya** - e del marito al timone -, la quale però rifiuta lo scatto di rito col politico, che durante lo spettacolo ha fatto pure squillare il cellulare. Da qui si innesca il graduale scivolamento.
