Passato e presente nel cinema di Sergei Loznitsa

Pubblicato: 17/02/2026, 14:56:402 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Spettacolo
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Passato e presente nel cinema di Sergei Loznitsa

Dialogo tra epoche nella forma e sostanza


Nel cinema di Sergei Loznitsa passato e presente dialogano continuamente, nella forma e nella sostanza. Per temi e contenuti, come in "Austerlitz", che mostra un campo di concentramento ai giorni nostri, divenuto memoriale e monumento (con ciò che ne consegue, sotto tutti i punti di vista). O per questioni tecnico-stilistiche, con immagini d’epoca rielaborate o immagini di oggi alterate per farle apparire datate, come avviene, rispettivamente, in "Blockade" e in "Letter" (tra gli altri).

Dal documentario alla finzione


Il dialogo tra passato e presente non è tuttavia prerogativa delle sole opere non-fiction del regista ucraino, sebbene in esse questo aspetto sia sicuramente più evidente. Lo ritroviamo, infatti, anche nelle opere di finzione: dall’utilizzo strumentale del flashback in film come "My Joy" o "Anime nella nebbia", alla sequenza onirico-surreale della parte finale di "A Gentle Creature", in cui era sovietica e Russia di oggi si fondono visivamente e concettualmente.

"Due procuratori" e attualità politica


"Due procuratori" - quinto lungometraggio a soggetto di Loznitsa, a sette anni di distanza dal sottovalutato "Donbass" - non fa eccezione. Propone una storia ambientata nell'Unione sovietica degli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale, che però richiama neanche così velatamente il mondo e le vicende politiche di oggi, non soltanto della Russia di Putin.

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