L'etimologia di "luxuria" e il suo significato originale
La luxuria latina non coincide con il significato moderno di "lussuria". Il termine deriva etimologicamente da luxus e indicava, in origine, l'amore per il lusso e lo spreco di denaro fine a sé stesso. Questo comportamento era spesso associato a occasioni effimere, tra cui il banchetto rappresentava l'esempio più evidente. Un "convito di lusso" è infatti raffigurato in copertina nel volume di Francesca Romana Berno, intitolato Luxuria. Storie di banchetti, ville e altri eccessi nell’antica Roma, pubblicato da Salerno Editrice nel 2025.
Gaspare Diziani, Convito di Antonio e Cleopatra, 1745, Museo della Comunità Greco Orientale "Costantino e Mafalda Pisani, Trieste.
Lawrence Alma-Tadema, .Le rose di Eliogabalo (1888); olio su tela, 132,1 × 213,7 cm, collezione privata
Roberto Bompiani, Il Triclinio, 1876, Getty Museum.
Dalla disarticolazione all'eccesso autodistruttivo
La radice etimologica di luxus rivela un'immagine più profonda, richiamando la disarticolazione. È la stessa base da cui deriva il termine "lussazione", che descrive una superficie articolare che esce dalla sua sede naturale. Per questo motivo, un'antica definizione afferma: "Chi è soggetto alla luxuria è come se fosse sciolto nei piaceri". Questa idea ha una connotazione corporea, suggerendo che ciò che si scioglie perde consistenza, come un corpo le cui membra non mantengono più la posizione. Di conseguenza, il termine luxuria è giunto a indicare ogni comportamento che eccede la misura e il rigore, sconfinando nell'esibizione fino a diventare autodistruttivo. La luxuria rappresenta così una stortura innaturale del comportamento umano, una violazione della mensura, ovvero della misura.
