Frederick Wiseman: Il cinema che documenta la realtà senza fretta

Pubblicato: 17/02/2026, 06:17:022 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Spettacolo
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Frederick Wiseman: Il cinema che documenta la realtà senza fretta

Un approccio unico al documentario Il cinema di Frederick Wiseman (1930–2026) non ha mai avuto fretta. Per questo dava sempre la sensazione di essere contemporaneo. Un altro monumento del cinema americano ci lascia, a poche ore dalla scomparsa di Robert Duvall. Due profili che non potrebbero essere più diversi ma che in fondo raccontano la sconfinata bellezza di un paese ricco di talento, di risorse e di contraddizioni. Quelle stesse che Wiseman ha saputo documentare con lucida, spietata ma umanissima maestria. Wiseman ha costruito una filmografia che somiglia tanto a una “storia naturale del vivere contemporaneo”, come lui stesso amava dire: un atlante delle istituzioni e delle comunità, che amava esplorare non dall’esterno, ma nel cuore stesso dei suoi processi. Spesso accostato al cinéma vérité, ne ha invertito i termini, facendo della verità del cinema l’oggetto di una incessante investigazione intorno al metodo stesso dell’indagare e alla sua disciplina. Guardare a lungo, stare dentro, lasciar sedimentare, e poi – solo dopo, soprattutto – montare. Il suo cinema austero eppure vibrante, si regge tutto su questo paradosso: niente voice-over, niente interviste, musica ridotta al minimo. E la scrittura come atto di montaggio. Il paradosso del cinema austero Si impone con Titicut Follies (1967), il film che spalanca...

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