Le modifiche alle esposizioni
Il British Museum ha rimosso la parola **"Palestina"** da pannelli, mappe e didascalie delle sue gallerie dedicate all'antico Medio Oriente. Le modifiche riguardano esposizioni sull'antico Egitto e sul Levante, con sostituzioni come il cambio di "discendenza palestinese" in "discendenza cananea" nel pannello dedicato agli Hyksos. Nella galleria del Levante, che copre il periodo 2000-300 a.C., i pannelli informativi sono stati aggiornati per descrivere in modo più dettagliato la storia di Canaan e dei Cananei e l'ascesa dei regni di Giuda e Israele. Un testo rivisto dedicato ai Fenici è stato installato all'inizio del 2025.
Le pressioni del gruppo legale filo-israeliano
La modifica segue le pressioni esercitate dal gruppo legale **UK Lawyers for Israel (UKLFI)**. Il museo ha confermato che alcune modifiche sono già state attuate lo scorso anno, prima della lettera formale dell'UKLFI. Il museo ha giustificato la revisione affermando che l'uso del termine sarebbe appropriato solo per il Levante meridionale in epoche successive del secondo millennio a.C., e che utilizza la terminologia delle Nazioni Unite per le mappe che mostrano confini moderni.
Le critiche degli accademici
Alcuni studiosi di storia antica contestano questa impostazione, sostenendo che l'espressione "antica Palestina" sia ampiamente utilizzata nella ricerca e che la sua rimozione risponda più a pressioni politiche che a criteri scientifici. Il professore di studi classici della Open University Marchella Ward ha affermato che continuerà ad usare la parola "Palestina" e che questa operazione si inserisce in un piano più ampio di cancellazione dei palestinesi.
