Primi riscontri positivi in pista
I dati di correlazione tra nuove gomme e monoposto, registrati dopo i primi tre giorni di lavoro dei team, sono in linea con le aspettative. Nei primi giorni di test invernali di Formula 1, le gomme Pirelli hanno superato il primo vero esame in pista raccogliendo riscontri complessivamente positivi da parte dei team. Dopo mesi di sviluppo basato su simulazioni e dati previsionali, il lavoro svolto dalla casa milanese sembra aver centrato l’obiettivo principale: garantire stabilità di rendimento nonostante i cambiamenti tecnici delle nuove monoposto.
Prospettive strategiche e rinnovo contratto
Un buon inizio che ha avuto buone ripercussioni sul piano strategico. Dal paddock emerge che Pirelli starebbe guardando con molto interesse al prosieguo della partnership con F1, oltre a prepararsi all’esordio in MotoGP nel 2027 (è già in Moto2 e Moto3). La F1 per la Bicocca rimane un laboratorio importante per testare sviluppo e innovazione da riversare sui suoi prodotti. Nel breve l’obiettivo è al prolungamento al 2028 dell’attuale contratto con F1.
Aspetti tecnici emersi
Dal punto di vista tecnico, secondo le prime indicazioni provenienti dal paddock i piloti hanno evidenziato un degrado contenuto delle mescole e una buona resistenza meccanica. Particolarmente incoraggiante il comportamento nella fase di riscaldamento, giudicato gestibile dai team, mentre resta ancora in corso la fase di adattamento alla guida delle vetture di nuova generazione. Dai primi rilevamenti si è potuto notare come diversi flat spot registrati a fine sessione siano legati soprattutto alla fase di apprendimento dei piloti. All’uscita di curva, l’erogazione più brusca delle power unit tende a generare leggere perdite di trazione, con conseguente aumento della temperatura superficiale degli pneumatici.
