Le nuove F1 dividono i piloti dopo i test in Bahrain

Pubblicato: 15/02/2026, 19:35:405 min
Scritto da
Gaspare Lamazza
Categoria: Sport
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Le nuove F1 dividono i piloti dopo i test in Bahrain

Il debutto in pista delle monoposto conformi al rivoluzionario regolamento tecnico 2026 ha acceso un dibattito acceso tra i piloti al termine della sessione di test in Bahrain. Le prime impressioni, raccolte nel corso della settimana, rivelano un quadro contrastante, con posizioni che vanno dalla netta critica alla curiosità e all’ottimismo. Il punto di partenza della discussione è stata una dura presa di posizione di Max Verstappen, che ha definito le sensazioni di guida distanti da quelle di una Formula 1 tradizionale, paragonandole invece a quelle di una "Formula E… sotto steroidi". Una valutazione severa che ha trovato un’eco in Fernando Alonso, il quale ha sottolineato come, nella configurazione attuale, la differenza la facciano sempre meno i piloti in curva, costretti a un approccio conservativo per gestire l’energia. Al contrario, Lando Norris ha respinto le critiche del campione del mondo, esprimendo un parere favorevole e evidenziando aspetti positivi della nuova vettura. Il cuore del cambiamento risiede nelle specifiche tecniche che definiscono questa generazione di auto. Rispetto all’ultimo ciclo, iniziato nel 2022, le modifiche sono strutturali. È stata introdotta un’aerodinamica attiva, che sostituisce il concetto di effetto suolo, con l’obiettivo di ridurre le turbolenze e permettere sorpassi più facili. Le dimensioni complessive e il peso sono stati ridotti, mentre la potenza del sistema elettrico (MGU-K) è stata triplicata. A completare il quadro, l’adozione di nuovi carburanti ecosostenibili, con una quota obbligatoria di componenti biologiche, segna un passo decisivo verso la neutralità carbonica. Questi elementi combinati hanno generato macchine concettualmente diverse, la cui natura è stata tastata per la prima volta dai piloti sul circuito del Bahrain. Le reazioni nel paddock mostrano sfumature diverse. Oltre alle posizioni nette di Verstappen e Norris, ci sono piloti come Andrea Kimi Antonelli che hanno evidenziato una maggiore agilità e un "feeling piacevole" al volante. Altri preferiscono mantenere un profilo basso, ritenendo che sia prematuro esprimere un giudizio definitivo e che serva più tempo, e soprattutto più chilometri in condizioni di gara simulate, per comprendere appieno il potenziale e le criticità. La discussione tecnica è quindi solo all’inizio. Il vero banco di prova, in grado di offrire un responso definitivo e pubblico, sarà la prima gara della stagione, in programma l’8 marzo a Melbourne, in Australia. Sarà solo allora che le nuove F1 saranno messe alla prova nell’unico contesto che conta davvero: la competizione.

Il confronto tra Verstappen e Norris: due visioni opposte

Ferrari's Monegasque driver Charles Leclerc drives on the second day of the Formula One pre-season testing at the Bahrain International Circuit in Sakhir on February 12, 2026. (Photo by Giuseppe CACACE / AFP)Ferrari's Monegasque driver Charles Leclerc drives on the second day of the Formula One pre-season testing at the Bahrain International Circuit in Sakhir on February 12, 2026. (Photo by Giuseppe CACACE / AFP)

Max Verstappen non ha usato giri di parole. Dopo aver completato i programmi di test in Bahrain, il due volte campione del mondo ha lanciato un giudizio tranchant sulle nuove monoposto. La sua analogia con una "Formula E… sotto steroidi" non è solo una boutade, ma riflette una preoccupazione profonda: la perdita di quelle sensazioni uniche e grezze che caratterizzano una Formula 1. Per Verstappen, il feeling con la vettura è compromesso da un’eccessiva dipendenza dalla gestione dell’energia e da un’aerodinamica che, seppur più "pulita" per i sorpassi, toglie quel carattere aggressivo e sfidante che rende speciale la categoria regina del motorsport. La sua critica va dritta al cuore della filosofia che ha guidato la stesura del nuovo regolamento: l’idea che le auto debbano essere più facili da seguire e meno dipendenti dall’aria sporca, anche a costo di semplificare il compito del pilota. La replica di Lando Norris è stata immediata e altrettanto decisa. Il pilota della McLaren ha "ributtato al mittente" le critiche, definendo le nuove vetture come un passo in avanti positivo. Norris ha apprezzato la maggiore prevedibilità del comportamento in curva e la riduzione degli effetti negativi dell’aria turbolenta, elementi che, a suo dire, permettono di concentrarsi di più sulla guida pura. La sua visione è più ottimista e pragmatica: le macchine sono diverse, ma la sfida per il pilota rimane, semplicemente si sposta su altri fronti, come l’ottimizzazione del consumo energetico e la gestione delle nuove modalità di guida imposte dall’aerodinamica attiva. Questo scambio di battute ha subito polarizzato il dibattito, trasformando le impressioni private in un tema pubblico di discussione sul futuro dello sport. Tra questi due poli, si colloca la posizione di Fernando Alonso. Il veterano spagnolo, sempre molto misurato nelle valutazioni, ha scelto una strada intermedia, apparentemente allineandosi alla preoccupazione di Verstappen sul ruolo del pilota. La sua frase "in curva i piloti fanno la differenza, ora no perché c'è da salvare l'energia" coglie un aspetto cruciale: la nuova gestione dell’energia, con la potenza elettrica triplicata e un uso più strategico, potrebbe ridurre il margine di manovra personale in fase di attacco o difesa, standardizzando in parte le prestazioni. Tuttavia, Alonso non è sceso nel dettaglio tecnico come Verstappen, limitandosi a un’osservazione sul cambio di paradigma. La sua è una constatazione esperienziale, che suggerisce come il nuovo regolamento possa appiattire le differenze tra i talenti in alcuni momenti chiave del giro.

Frederic VasseurFrederic Vasseur

Ferrari SF-26Ferrari SF-26


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