Valutazioni mediche contrastanti
La vicenda di Tommaso, il bambino di due anni ricoverato a Napoli dopo il fallimento del primo trapianto di cuore all'ospedale Monaldi, continua ad aggiornarsi di giorno in giorno. L'attenzione si sposta dalla cronaca dell'errore, su cui sono in corso verifiche, alle domande su una delle procedure cliniche più delicate e complesse. L'appello della madre, «Serve un altro cuore, subito, si scontra con un interrogativo clinico complesso: se arrivasse un cuore, il bambino potrebbe davvero essere ancora trapiantabile?
Nelle ultime ore la famiglia ha richiesto una valutazione all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Secondo quanto riferito dal legale, gli specialisti romani avrebbero ritenuto che, alla luce del quadro clinico attuale, il piccolo non sarebbe più trapiantabile. Si tratta di una valutazione prudenziale, legata alla complessità delle sue condizioni generali. Di diverso orientamento è la posizione dell'ospedale Monaldi, dove il bambino è ricoverato e dove era stato eseguito il primo intervento: non ha formalmente escluso la possibilità di un secondo trapianto.
Opzioni alternative e urgenza clinica
Mentre il piccolo Tommaso resta in attesa urgente di una nuova operazione, emergono ipotesi come un cuore meccanico o un cuore artificiale. Dopo un'emorragia, il bambino è stato temporaneamente escluso dalla lista dei riceventi, ma poi reinserito. L'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha dichiarato: «Serve un cuore entro due giorni, altrimenti sarà tutto inutile. Il Monaldi sostiene la possibilità di un nuovo trapianto, con un primario disponibile a eseguirlo, nonostante opposizione al parere del Bambino Gesù.
La situazione clinica rimane critica: Tommaso è collegato all'Ecmo da oltre 50 giorni, un macchinario che lo tiene in vita ma non potrà essere usato ancora a lungo. Una Tac recente ha evidenziato ematomi al cervello, ma la madre non si arrende: «Nonostante questo io non mollo, non mollerò mai. Un cuore meccanico da Milano potrebbe sostituire temporaneamente la funzione cardiaca, offrendo più tempo rispetto all'Ecmo attuale.
Indagini e sospensioni in corso
Parallelamente, sono state aperte tre inchieste per accertare responsabilità: due dalle procure di Napoli e Bolzano, più una interna amministrativa al Monaldi. Nell'ambito degli accertamenti, è stata sospesa la direttrice della cardiochirurgia e trapianti, oltre a due cardiochirurghi: il primario e il suo assistente. Il cuore trapiantato, proveniente dal Nord Italia e giunto in condizioni non ottimali, ha causato gravissimi problemi, con il bambino ora in coma in terapia intensiva.
La madre ha scoperto il danno dopo una Tac, tenuto segreto per un mese, e sottolinea i tempi stretti: «Avrei voluto sapere prima. Ora è una corsa al minuto. Il piccolo, affetto da una grave patologia cardiaca, era in lista trapianti europea dopo l'intervento del 23 dicembre, ma il cuore non ha funzionato, richiedendo l'Ecmo immediato. (Parole: 498)
