Impennata dei costi di RAM e SSD: l'impatto su Acer
Il panorama tecnologico si prepara a un nuovo scossone, con Acer che si allinea ad altri produttori annunciando un imminente aumento dei prezzi per una vasta gamma di suoi prodotti informatici. La decisione, comunicata attraverso l'account X di Acer Predator Gaming JPN, entrerà in vigore a partire dal 20 febbraio 2026. La motivazione addotta è univoca e già nota nel settore: la continua e marcata escalation dei costi delle memorie RAM e delle unità a stato solido (SSD). Questi componenti essenziali per il funzionamento di qualsiasi dispositivo elettronico moderno stanno registrando aumenti quasi settimanali, incidendo in modo significativo sul costo complessivo della produzione di hardware per PC. L'incremento dei prezzi delle materie prime e dei componenti di memoria sta costringendo le aziende a rivedere le proprie strategie di pricing per mantenere la redditività, un fenomeno che ora coinvolge anche il colosso taiwanese. La comunicazione ufficiale non chiarisce esplicitamente se l'aumento dei prezzi sarà circoscritto al mercato giapponese, dove è stata effettuata la comunicazione, o se avrà una portata globale. Tuttavia, il principio generale enunciato è che qualsiasi prodotto che integri memorie RAM o unità SSD vedrà una revisione al rialzo del proprio prezzo. Questo significa che la maggior parte dei dispositivi elettronici di consumo, dai computer portatili ai desktop preassemblati, passando per i tablet e altri gadget tecnologici, saranno potenzialmente interessati da questa nuova politica di prezzo. L'interdipendenza tra la disponibilità e il costo dei componenti di memoria e la competitività dei prodotti finali è un fattore critico che Acer, come altri, non può più ignorare.
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Prodotti esentati e categorie a rischio
Nonostante l'ampia portata dell'annuncio, Acer ha specificato che non tutti i suoi prodotti subiranno questa revisione dei prezzi. Alcune categorie di dispositivi sono state esplicitamente esentate dall'aumento, offrendo un barlume di respiro ai consumatori. Tra questi, le periferiche, come mouse, tastiere, monitor e altri accessori esterni, non dovrebbero essere interessate dall'incremento. Questo perché, generalmente, questi dispositivi hanno una dipendenza minore o nulla dai componenti di memoria RAM e SSD di elevata capacità rispetto ai sistemi computazionali principali. La loro produzione si basa su tecnologie e componenti con dinamiche di costo differenti, meno suscettibili alle fluttuazioni del mercato delle memorie. Al contrario, l'hardware dei PC, inteso nella sua accezione più ampia, rappresenta la categoria più esposta all'aumento. Laptop, PC desktop "all-in-one" o tower preassemblati, tablet e dispositivi simili che fanno largo uso di memoria RAM e memoria NAND (la tecnologia alla base degli SSD) sono i candidati principali a subire un rincaro. La crescente domanda di prestazioni e capacità di archiviazione, unita alla costante evoluzione tecnologica che richiede componenti sempre più performanti, rende questi dispositivi particolarmente sensibili alle variazioni di costo dei loro elementi costitutivi. I consumatori che prevedevano un acquisto di un nuovo computer o tablet nel prossimo futuro potrebbero quindi dover riconsiderare il proprio budget, tenendo conto di questa nuova realtà di mercato.
