Cinque Paesi europei accusano Mosca di aver avvelenato Navalny

Pubblicato: 14/02/2026, 19:15:123 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Cinque Paesi europei accusano Mosca di aver avvelenato Navalny

L'indagine internazionale sulla morte del dissidente


Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi hanno presentato prove scientifiche secondo cui Alexei Navalny, principale oppositore del presidente russo Vladimir Putin, è stato avvelenato con una tossina letale mentre era detenuto in un campo di prigionia nell'Artico. Il dissidente è morto il 16 febbraio 2024 all'età di 47 anni nella colonia penale siberiana dove stava scontando una condanna di 19 anni. L'indagine congiunta dei cinque Paesi si è basata su analisi di laboratorio di campioni prelevati dal corpo di Navalny, rivelando la presenza di **epibatidina**, una neurotossina estratta da rane velenose sudamericane che non esiste naturalmente in Russia. La scoperta è stata annunciata alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco dalla vedova del dissidente, Yulia Navalnaya, insieme ai ministri degli Esteri dei Paesi coinvolti nell'inchiesta.

Il veleno e le responsabilità di Mosca


L'epibatidina è una sostanza estremamente tossica, circa 200 volte più potente della morfina. La sua presenza nei campioni biologici di Navalny rappresenta un elemento cruciale per stabilire le cause della morte, in contrasto con la versione ufficiale russa secondo cui il dissidente sarebbe deceduto per cause naturali, incluse colecistite, pancreatite e problemi cardiaci. Nella dichiarazione congiunta, i ministri degli Esteri dei cinque Paesi hanno sottolineato che "data la tossicità dell'epibatidina e i sintomi riportati, è altamente probabile che la causa del decesso sia stata l'avvelenamento". Gli stessi ministri hanno evidenziato che "la Russia aveva i mezzi, il movente e l'opportunità di somministrare questo veleno" a Navalny mentre era in carcere. Le conclusioni dell'indagine saranno sottoposte all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche delle Nazioni Unite.

Le implicazioni internazionali


La segnalazione a Mosca da parte dei cinque Paesi europei rappresenta un'escalation diplomatica significativa. Inoltre, è stata espressa preoccupazione per il fatto che la Russia non abbia distrutto tutte le sue armi chimiche. La vedova Navalnaya ha dichiarato che, sebbene inizialmente potesse solo sospettare l'avvelenamento, ora "abbiamo le prove scientifiche". Anche il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha sostenuto la tesi dell'omicidio del dissidente. L'inchiesta internazionale rappresenta un tentativo coordinato delle democrazie occidentali di fare luce su una morte che ha suscitato sospetti fin dal primo momento, specialmente considerando che Navalny era già sopravvissuto a un tentativo di avvelenamento nel 2020 con l'agente nervino Novičok.

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Yulia Navalnaya ha dichiarato di avere le prove che il marito Alexei è stato ucciso con il veleno

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