La mostra "Seamless" a cura di Francesco Spampinato esplora la sempre più labile distinzione tra il mondo fisico e quello digitale, un tema reso attuale da opere cinematografiche e artistiche che anticipano e riflettono le nostre esperienze contemporanee. Il titolo stesso suggerisce una fusione fluida, priva di interruzioni, tra realtà e simulacro, un concetto che trova terreno fertile nell'immaginario collettivo e nelle nuove forme di espressione artistica. Spampinato guida il visitatore attraverso un percorso che interroga la nostra percezione, invitando a riflettere su come le tecnologie digitali non siano più semplici strumenti, ma agenti attivi nella ridefinizione della nostra identità e delle nostre relazioni.
La Scomparsa dei Confini
Il cortometraggio "Martin pleure" di Jonathan Vinel, presentato in questo contesto, incarna perfettamente la poetica di "Seamless". Realizzato interamente con le animazioni e il gameplay di "Grand Theft Auto V", il film narra la malinconica ricerca di amici scomparsi in un mondo virtuale che, per il protagonista, assume una tangibilità emotiva pari a quella del reale. La solitudine e la tristezza di Martin si manifestano attraverso scenari digitali, dimostrando come il vissuto interiore possa radicarsi e manifestarsi in contesti simulati. Questo approccio artistico sottolinea come i confini tra l'esperienza vissuta e quella mediata dal digitale si siano dissolti, portando a una commistione di emozioni e percezioni. La narrazione, guidata dal monologo interiore del protagonista, ci immerge in un'atmosfera di disorientamento e nostalgia, dove la perdita nel mondo virtuale ha un impatto profondamente reale.
L'Eros Digitale e la Materia Viva
Un altro punto focale di "Seamless" è l'indagine sulla dimensione erotica e sensoriale del digitale, evocata dal riferimento a "Videodrome" di David Cronenberg. La scena in cui Nicki Brand seduce Max Renn attraverso lo schermo televisivo, sfumando i confini tra corpo umano e proiezione, diventa emblematica della fusione tra reale e simulacro. In questo scenario, il desiderio non distingue più tra la presenza fisica e la sua rappresentazione digitale, poiché entrambe acquisiscono una pari valenza esperienziale. La televisione si deforma, diventa materia viva, pulsante, sensuale, suggerendo una penetrazione reciproca tra l'umano e il tecnologico. "Seamless" esplora come questa interconnessione possa ridefinire la nostra sessualità e la nostra intimità, aprendo a nuove forme di interazione e di desiderio che trascendono la fisicità tradizionale. La capacità del digitale di evocare sensazioni e pulsioni profonde è al centro di questa riflessione, ponendo interrogativi sulla natura stessa della realtà e dell'esperienza.
