Quando il computer quantistico cambierà la ricerca
**Giorgio Metta**, direttore scientifico dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova, uno dei luoghi della robotica più prestigiosi al mondo, offre una prospettiva lucida su come la tecnologia sta trasformando gli scenari che sembravano inimmaginabili fino a pochi anni fa. Esperto internazionale di robotica cognitiva e intelligenza artificiale, Metta è lo scienziato che ha coordinato lo sviluppo del robot iCub all'IIT, una piattaforma che oggi conta più di 50 unità distribuite in laboratori di ricerca in Giappone, Cina, Singapore, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.
Quando il computer quantistico inizierà davvero a essere utilizzato in modo stabile al di fuori dei laboratori, non assisteremo a una rivoluzione di massa paragonabile a quella del personal computer o dello smartphone. Non lo troveremo sugli scaffali dei negozi e non sostituirà il computer classico. Sarà, piuttosto, un nuovo strumento scientifico e industriale, destinato a convivere con le tecnologie esistenti e a intervenire solo in contesti molto specifici, là dove la complessità diventa ingestibile e dove gli algoritmi quantistici fanno realmente la differenza.
Integrazione strategica tra tecnologie
Le prime applicazioni del computer quantistico saranno inevitabilmente mirate e settoriali. Non si tratta di una sostituzione, ma di una complementarità: supercomputer, intelligenza artificiale e robotica rappresentano il vero vantaggio quando integrati nei sistemi produttivi. Questa visione riflette l'approccio che Metta ha sempre perseguito nella sua carriera, dalla gestione dei rapporti internazionali dell'IIT fino alla partecipazione come uno dei tre rappresentanti italiani al forum G7 sull'intelligenza artificiale del 2018.
La sfida non consiste nel prevedere il futuro con una sfera di cristallo, ma nel mettere in linea le informazioni con gli interlocutori giusti. Metta rappresenta esattamente questo ruolo: uno scienziato che comprende sia la ricerca di base che le applicazioni industriali, capace di tradurre la complessità tecnologica in scenari concreti e realizzabili per il progresso della società.
