Seduti, ma non tutti uguali: l'impatto cognitivo delle attività sedentarie

Pubblicato: 12/02/2026, 09:57:542 min
Scritto da
Redazione
Categoria: Tecnologia
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Seduti, ma non tutti uguali: l'impatto cognitivo delle attività sedentarie

Trascorrere lunghe ore in posizione seduta è ormai una realtà per molti, con implicazioni negative ben note per la salute fisica e, sorprendentemente, anche per quella cognitiva e il benessere psicologico. Tuttavia, una recente ricerca australiana getta nuova luce su questa abitudine, distinguendo tra diverse forme di sedentarietà e i loro specifici effetti sul cervello. Non tutte le attività svolte da seduti hanno infatti lo stesso "costo" in termini di invecchiamento cerebrale e potenziale riduzione del volume. Al contrario, quelle che richiedono un coinvolgimento attivo delle nostre funzioni cognitive potrebbero persino esercitare un'influenza benefica.

Attività cognitive attive: un antidoto alla sedentarietà passiva

Uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease dalla Scuola di salute pubblica dell'Università del Queensland ha analizzato 85 ricerche esistenti, evidenziando come passatempi quali la lettura, la scrittura, i giochi di carte, i puzzle o l'utilizzo del computer per compiti specifici, possano avere un impatto positivo sulle funzioni esecutive. Queste includono capacità fondamentali come la pianificazione, l'organizzazione, la regolazione del comportamento, la memoria e la flessibilità nel ragionamento. In sostanza, l'etichetta di "sedentarietà" non si applica uniformemente a tutte le attività che si svolgono da seduti. La ricerca suggerisce che un approccio "attivo" alla seduta, caratterizzato da stimolazione mentale, mostra associazioni positive con il miglioramento di alcune funzioni cognitive, in particolare la memoria di lavoro, essenziale per la gestione di informazioni complesse durante l'esecuzione di compiti.

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Il divario tra TV e apprendimento: differenze nell'impatto cerebrale

La distinzione tra sedentarietà passiva e attiva diventa cruciale quando si considerano le attività di svago. Mentre l'esposizione prolungata a contenuti televisivi, spesso associata a un basso livello di impegno cognitivo, può contribuire a un declino delle funzioni cerebrali, attività come la lettura o la risoluzione di enigmi sembrano agire come un vero e proprio allenamento per la mente. Gli scienziati australiani hanno osservato che le attività che reclutano attivamente le reti neurali deputate alla memoria, all'attenzione e al problem-solving possono contrastare, almeno in parte, gli effetti negativi della sedentarietà. Questo implica che la qualità del tempo trascorso seduti, piuttosto che la mera quantità, è un fattore determinante per la salute cognitiva a lungo termine, suggerendo strategie per un uso più consapevole e benefico delle ore che trascorriamo in questa posizione.

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