Massie e i file di Epstein: la verità dietro la bufala

Pubblicato: 10/02/2026, 20:56:252 min
Scritto da
Redazione
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Massie e i file di Epstein: la verità dietro la bufala

Un'ondata di speculazioni ha recentemente investito i social media, alimentata da una presunta dichiarazione del deputato repubblicano Thomas Massie. Secondo voci diffuse online, Massie avrebbe affermato di essere in possesso di una chiavetta USB contenente "l'elenco completo dei file" relativi al caso di Jeffrey Epstein, suggerendo che tali documenti rivelerebbero legami ben più oscuri del semplice crimine sessuale, definendo Epstein un "asset dell'intelligence" coinvolto in un'operazione di ricatto su larga scala. La notizia, diffusa con toni allarmistici e preannunciando un "terremoto politico", ha rapidamente guadagnato terreno, sollevando interrogativi sulla potenziale implicazione di figure di spicco e sul possibile collasso del sistema attuale.

Smentita e contesto della notizia falsa

La realtà, tuttavia, è ben diversa. Interpellato direttamente sulla veridicità di queste affermazioni, Thomas Massie ha categoricamente smentito la notizia, definendola "fake news". La presunta citazione, attribuita al deputato e circolata ampiamente su piattaforme come X, non trova alcun riscontro nelle sue dichiarazioni ufficiali o in comunicazioni verificate. La diffusione di tali voci sembra rientrare nel più ampio fenomeno della disinformazione online, dove affermazioni non comprovate vengono amplificate e presentate come fatti, spesso con l'intento di generare scalpore o influenzare l'opinione pubblica. La rapidità con cui queste narrazioni si propagano evidenzia la necessità di un approccio critico e di una verifica accurata delle fonti prima di accettare come vere informazioni di tale portata.

La natura della disinformazione online

Il caso della presunta chiavetta di Massie illustra chiaramente le dinamiche della disinformazione nell'era digitale. La costruzione di una narrazione avvincente, che intreccia elementi di mistero, poteri occulti e potenziali scandali, è un elemento ricorrente nelle bufale destinate a diventare virali. L'attribuzione di dichiarazioni sensazionali a figure pubbliche, anche in assenza di prove concrete, serve a conferire un'apparente credibilità alla storia. La menzione di "miliardari", "donatori di campagna" e "leader mondiali" amplifica ulteriormente l'impatto emotivo, facendo leva su preoccupazioni e sfiducie preesistenti. La strategia di presentare la mancata copertura mediatica come prova di un complotto ("perché non ne avete sentito parlare...") è un classico espediente per rafforzare la narrazione cospirazionista.

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