Shakespeare e il Dolore: "Hamnet" tra Arte e Lutto

Pubblicato: 08/02/2026, 09:35:553 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Spettacolo
Condividi:
#hamnet #artistica #figlio #attraverso #dolore #sembra #personale #approccio
Shakespeare e il Dolore: "Hamnet" tra Arte e Lutto

"Hamnet - Nel nome del figlio" si presenta come un'opera cinematografica che tenta di catturare l'essenza del genio shakespeariano attraverso il prisma del dolore personale. Il film, diretto da una regista nota per il suo approccio contemplativo, sembra discostarsi dal suo stile consueto per abbracciare una narrazione più suggestiva e, a tratti, artificiosa. La scelta di associare elementi visivi come una foresta dipinta, evocativa dell'incontro tra i protagonisti, a un'opera come l'Amleto, ambientata in un contesto regale, sottolinea la volontà di creare un legame emotivo profondo, quasi simbolico, tra la vita e l'arte. La morte del giovane Hamnet emerge come fulcro tematico, un'ombra che incombe sulla creatività del drammaturgo e sulla vita della famiglia, trasformandosi in un motore per la sua espressione artistica più potente.

Il Female Gaze e la Malinconia Reinventata

Chloe Zhao, già autrice di opere che esplorano il "female gaze" – una prospettiva che privilegia il sentimento e la riscoperta dell'emozione, spesso soffocata dalle convenzioni sociali – sembra qui reinterpretare questo approccio. Se in film come "Nomadland" la sua cifra stilistica era una quieta e malinconica osservazione del quotidiano, in "Hamnet" il registro si fa più audace. L'intento è chiaramente quello di suggestionare e commuovere, utilizzando un linguaggio visivo che, pur discostandosi dal suo abituale realismo quasi documentaristico, mira a toccare corde profonde. L'uso di inquadrature suggestive, come il contre-plongée sulle cime degli alberi, suggerisce un'ambizione estetica volta a elevare l'esperienza emotiva dello spettatore, trasformando il lutto in un catalizzatore per la bellezza artistica.

Tra Suggestione e Contrafazione Artistica

La strategia narrativa di "Hamnet" appare incentrata sulla suggestione, un tentativo di incantare e commuovere attraverso immagini potenti e associazioni simboliche. La contraffazione, intesa non in senso negativo ma come una deliberata costruzione artistica, è evidente nel modo in cui la vita privata e il processo creativo si intrecciano. La foresta, metafora del legame amoroso e della perdita, si sovrappone alla severità del castello dell'Amleto, creando un ponte tra il personale e l'universale. Il film sembra voler dimostrare come il dolore più intimo possa nutrirsi e trasformarsi in arte immortale, un tributo al figlio perduto che risuona attraverso le generazioni. La performance degli attori, in particolare quella di Jessie Buckley e Paul Mescal, è fondamentale nel rendere credibile questa fusione tra dramma umano e creazione artistica.

Questo articolo è stato scritto utilizzando le seguenti fonti:

Commenti

Caricamento commenti…