La scomparsa nel weekend
Davide Proto, 26enne originario di Salerno e studente di Lettere all’Università di Bologna, risulta irreperibile da sabato 7 febbraio. L’ultimo contatto con familiari e amici risale al pomeriggio di quel giorno, quando era nel capoluogo emiliano. Proto, alto 1 metro e 80 e di corporatura esile (65 kg), non ha più risposto ai messaggi o aggiornato i suoi profili social. La famiglia, dopo 48 ore di silenzio, ha allertato le autorità e lanciato un appello pubblico attraverso l’Associazione Penelope, specializzata in casi di scomparsa. Gli investigatori stanno verificando le ultime tracce digitali e gli spostamenti del giovane. Amici intimi hanno segnalato che il suo telefono è stato localizzato nella zona del Brennero, suggerendo un possibile spostamento verso nord. Non è tuttavia chiaro se il dispositivo sia ancora con lui o meno. La Procura di Bologna coordina le indagini, valutando sia l’ipotesi di una fuga volontaria sia scenari più critici.
Il Cassero in prima linea
Davide, conosciuto come “Dado”, è membro del direttivo del Cassero, storico centro culturale e politico LGBTQI+ di Bologna. L’organizzazione si è mobilitata immediatamente, diffondendo foto e dettagli sulla scomparsa attraverso canali social e reti associative nazionali. “È con profondo dolore e apprensione che chiediamo aiuto per trovarlo”, si legge nel comunicato ufficiale, che invita a contattare il 112 in caso di informazioni utili. Il ragazzo è descritto come un attivista impegnato nei diritti della comunità queer, con una passione per la cultura tedesca e frequenti viaggi a Berlino. Proprio nella capitale tedesca la famiglia sta effettuando verifiche, contattando conoscenti e strutture ricettive. Il Cassero ha attivato una rete di solidarietà con collettivi europei, mentre a Bologna sono in corso volantinaggi nelle zone universitarie e nei locali del quartiere Porto-Saragozza.
Verso il Brennero e Berlino: le piste
Le ricerche si concentrano su due direttrici: l’area del Brennero, dove il telefono è stato geolocalizzato, e Berlino, città amata da Davide e meta dei suoi recenti viaggi. La famiglia ha coinvolto le ambasciate italiana e tedesca per accelerare le verifiche oltreconfine. Nel frattempo, volontari stanno perlustrando i dintorni di Bologna, in particolare i parchi e le aree vicino alla stazione, frequentati dal giovane. L’Associazione Penelope ha avviato una pagina dedicata per raccogliere segnalazioni, sottolineando l’importanza di dettagli apparentemente minori: abbigliamento (una giacca nera e scarpe Dr. Martens), tatuaggi o comportamenti inconsueti. “Ogni indizio conta”, ribadiscono i genitori, che da Salerno seguono le operazioni in costante contatto con la Questura. Il Cassero Associazione Penelope
