La lotta contro il dolore e il tifo del pubblico
Juan Manuel Cerúndolo ha regalato al pubblico del Challenger di Rosario uno spettacolo indimenticabile, un mix di sofferenza, tenacia e pura magia tennistica. Il tennista argentino, nel match valido per l'accesso ai quarti di finale contro il connazionale Juan Bautista Torres, ha dovuto affrontare non solo un avversario agguerrito, ma anche un nemico interno implacabile: i crampi. Sul finire del terzo set, con il punteggio che lo vedeva in vantaggio ma con la partita ancora in bilico, Cerúndolo è stato colpito da un violento crampo al quadricipite sinistro. La sua mobilità si è ridotta drasticamente, trasformando ogni movimento in un'agonia. In quel momento critico, il pubblico presente sugli spalti ha compreso la gravità della situazione e ha risposto con un'ondata di sostegno, trasformando gli applausi in un vero e proprio incoraggiamento sonoro.
La scintilla di genio nell'agonia
Nonostante l'evidente difficoltà fisica, Juanma non si è arreso. Anzi, in quel preciso istante di apparente resa, ha trovato una riserva di energie e una lucidità mentale che hanno dell'incredibile. Dopo aver conquistato un punto cruciale con un servizio dal basso, un gesto che testimoniava la sua disperata ricerca di ogni possibile vantaggio, ha iniziato a gestire il tempo con una maestria sorprendente, cercando di recuperare il più possibile. Ma la vera svolta è arrivata con una sequenza di colpi che hanno lasciato tutti a bocca aperta. Prima un ace fulminante, poi due dritti di una potenza e precisione disarmanti, eseguiti quasi da fermo, che hanno sigillato l'incontro. Un vero e proprio capolavoro di volontà e talento, che gli ha permesso di strappare il pass per i quarti di finale in circostanze che sembravano proibitive, dimostrando che a volte la mente può superare i limiti del corpo.
