Corpi in volo: il desiderio di danzare oltre il tempo

Pubblicato: 04/02/2026, 09:03:313 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Arte e Cultura
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Corpi in volo: il desiderio di danzare oltre il tempo

Il desiderio di volare, un sogno antico quanto l'umanità, assume nuove forme e significati nell'arte contemporanea, sfidando i confini del tempo e della produttività imposti dalla società. Dalla storia personale di una bisnonna nata nel 1918, che a novant'anni ha realizzato il suo desiderio di volare con una lezione all'aeroporto, emerge un filo conduttore che lega generazioni e aspirazioni. Questo anelito, spesso represso o rimandato, trova eco nell'opera del regista brasiliano Gabriel Mascaro, il cui film "Il sentiero azzurro" (2025) esplora una distopia incentrata sulla "biopolitica della vecchiaia". In un Brasile futuribile e autoritario, dove la produttività diventa il metro di giudizio della vita, gli anziani vengono emarginati in "colonie" per lasciare spazio ai giovani. Mascaro ribalta la tradizionale fantascienza focalizzata sul controllo delle nascite, concentrandosi invece sulla gestione terminale dell'esistenza, dove il valore di un individuo è misurato dalla sua efficienza e dal suo contributo economico.

Oltre la produttività: la danza come atto di libertà

La narrazione di Mascaro non si basa sulla violenza esplicita, ma su un controllo più sottile, esercitato attraverso una logica neoliberale che relega gli anziani ai margini della società una volta esaurita la loro "utilità produttiva". In questo scenario, il desiderio di danzare, di esprimere sé stessi attraverso il movimento, diventa un atto di resistenza e di affermazione vitale. Tereza, settantasettenne protagonista del film, incarna questa lotta contro un sistema che vorrebbe confinarla e renderla invisibile. Il suo desiderio, come quello della bisnonna, trascende la mera sopravvivenza fisica, puntando a una pienezza esistenziale che il movimento e l'espressione artistica possono offrire. La danza, in questo contesto, non è solo un'attività fisica, ma un linguaggio universale che permette ai corpi di comunicare, di sentirsi vivi e di reclamare il proprio spazio nel mondo, indipendentemente dall'età o dalla presunta produttività.

Il corpo che danza come metafora di resilienza

La forza di queste storie risiede nella loro capacità di evocare un desiderio profondo e universale: quello di sentirsi vivi, di esprimere la propria individualità e di trovare un senso al di là delle convenzioni sociali. Il corpo che vuole danzare, che anela al volo, rappresenta la resilienza dello spirito umano di fronte alle pressioni esterne. Che si tratti di un sogno realizzato in età avanzata o di una ribellione silenziosa contro un futuro distopico, il movimento diventa un simbolo di libertà e di auto-determinazione. L'arte, attraverso il cinema e altre forme espressive, ha il potere di dare voce a queste aspirazioni, ricordandoci che ogni vita ha un valore intrinseco e che il desiderio di esprimersi e di connettersi con il mondo non conosce età né confini.

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