La visita della premier agli agenti feriti
Giorgia Meloni è atterrata all’aeroporto di Caselle di Torino alle 11:30, recandosi immediatamente nei luoghi coinvolti negli scontri del 23 giugno. La presidente del Consiglio ha incontrato militari e agenti feriti durante la guerriglia scoppiata nel corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Nel pomeriggio visiterà l’ospedale Molinette, dove è ricoverato Alessandro Calista, 29 anni, aggredito da un gruppo di manifestanti. "Lo Stato non abbandona chi difende l’ordine pubblico", ha dichiarato Meloni, sottolineando "piena solidarietà alle forze dell’ordine". Fonti del Viminale confermano che 14 agenti hanno riportato contusioni e ferite lievi, mentre due sono ancora sotto osservazione. La premier ha ribadito "zero tolleranza per la violenza politica", definendo gli episodi "attacchi premeditati contro istituzioni democratiche".
Dinamiche degli scontri e vittime
I disordini sono esplosi intorno alle 15:30 di venerdì, quando 500 manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato del corteo, lanciando bottiglie molotov e pietre contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’aeroporto. L’apice della tensione si è registrato in corso Brescia, dove Alessandro Calista – dipendente di un’azienda di sicurezza esterno alle operazioni – è stato colpito alla testa con un estintore rubato. Il pestaggio, ripreso dai video della Digos, mostra almeno cinque persone coinvolte nell’aggressione. Calista versa in prognosi riservata con trauma cranico e frattura alla mandibola. Gli agenti hanno utilizzato idranti e cariche per disperdere i manifestanti, contenendo l’escalation in due ore.
Operazioni di polizia e arresti
La questura di Torino ha eseguito due arresti in flagranza per devastazione e resistenza a pubblico ufficiale: un 24enne torinese e un 31enne di Milano, entrambi con precedenti penali. Tre giovani donne sono state denunciate a piede libero per istigazione alla violenza, mentre una decina di fermati sono stati rilasciati dopo gli accertamenti. Le indagini, coordinate dalla procura torinese, stanno analizzando filmati e social network per identificare ulteriori responsabili. "Nessuna tolleranza per chi usa le proteste come copertura per crimini", ha dichiarato il questore Giuseppe De Matteis, confermando il potenziamento dei controlli nel quartiere Aurora. Repubblica ANSA La Stampa
