Origini della Voce Virale
A gennaio 2026, diverse piattaforme social hanno diffuso la notizia secondo cui Jason Kelce, ex centro dei Philadelphia Eagles, avrebbe istituito il "Renee Good Hope Scholarship Fund" con un contributo iniziale di 300.000 dollari. La presunta iniziativa sarebbe nata in seguito all’uccisione di Renee Good, 37enne di Minneapolis colpita a morte il 7 gennaio dall’agente di polizia Jonathan Ross durante un intervento dell’U. S. Immigration and Customs Enforcement (ICE). Un post particolarmente condiviso, pubblicato il 26 gennaio sulla pagina Facebook "Chiefs Strategy Central", mostrava un collage di tre immagini: Kelce che abbraccia il figlio di Good, un ritratto di Good con il bambino e l’atleta in lacrime. Il testo accompagnatorio descriveva il gesto come una risposta emotiva alla tragedia, definendolo "un faro di speranza". La storia ha rapidamente guadagnato trazione, alimentata dal coinvolgimento emotivo del caso e dalla popolarità di Kelce, ritiratosi dal football nel 2024. Tuttavia, nessuna fonte ufficiale – né la famiglia di Good, né organizzazioni no-profit legate a Kelce – ha confermato l’esistenza del fondo. Inoltre, le circostanze della morte di Good, ancora sotto indagine, non includevano alcun legame noto con l’atleta. L’assenza di comunicati stampa o dichiarazioni da parte di Kelce o dei suoi rappresentanti ha immediatamente sollevato dubbi sull’attendibilità della notizia.
Il Ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella Manipolazione
Analisi successive hanno rivelato che le immagini e i testi alla base della voce erano stati generati o alterati tramite strumenti di intelligenza artificiale. Esperti di fact-checking hanno identificato incongruenze nelle foto, come proporzioni corporee innaturali e sfocature sospette attorno ai volti, tipiche di deepfake o editing avanzato. Snopes, sito specializzato nella verifica delle notizie, ha contattato i gestori della pagina "Chiefs Strategy Central", scoprendo che almeno cinque amministratori risiedevano in Vietnam, un dettaglio che ha rafforzato i sospetti su una campagna coordinata di disinformazione. La pagina, non affiliata alla squadra dei Kansas City Chiefs né a Kelce, aveva una storia di contenuti sensazionalistici legati allo sport statunitense. L’utilizzo di strumenti AI per creare narrazioni persuasive ma false non è nuovo, ma questo caso ha evidenziato la facilità con cui temi sociali sensibili – come violenza poliziesca e giustizia razziale – possano essere sfruttati per generare engagement. La scelta di associare Kelce alla vicenda appare strategica: la sua immagine pubblica, legata a iniziative filantropiche autentiche come la "Be Philly Foundation", lo rendeva un veicolo credibile per storie emotivamente cariche.
Smentite e Impatto sulla Disinformazione
Snopes ha classificato la notizia come "Falsa" il 30 gennaio 2026, dopo aver verificato l’inesistenza del fondo e l’assenza di donazioni da parte di Kelce. Un portavoce dell’atleta, interpellato tramite il podcast Wondery, ha negato qualsiasi coinvolgimento, sottolineando che "Jason non ha istituito borse di studio recenti e non era a conoscenza di Renee Good prima della diffusione di queste falsità". Anche la famiglia di Good, attraverso un legale, ha precisato di non aver autorizzato campagne in suo nome. La pagina Facebook incriminata è stata segnalata per violazione delle norme sulla disinformazione, ma rimane attiva al momento della pubblicazione di questo articolo. Il caso evidenzia sfide cruciali nell’era digitale: la rapidità con cui contenuti falsi si radicano nell’ecosistema mediatico e la difficoltà di contrastarli senza collaborazione tra piattaforme, fact-checker e pubblico. Mentre le indagini su Ross proseguono, la vicenda di Renee Good rischia di essere oscurata da narrazioni fraudolente, deviando l’attenzione dalle reali questioni di giustizia sociale. Snopes Archivio Facebook Wondery Podcast
