Send Help: il ritorno di Sam Raimi tra horror e survival

Pubblicato: 31/01/2026, 17:41:463 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Spettacolo
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Send Help: il ritorno di Sam Raimi tra horror e survival

Raimi e la sua firma cinematografica

Sam Raimi, autore cult degli anni ’80 grazie a pellicole come “La casa” e “Darkman”, torna a dirigere con “Send Help”, confermando la sua cifra stilistica in bilico tra horror e linguaggio fumettistico. Il regista, noto per l’uso di riprese dinamiche, zoom vertiginosi e un montaggio ricco di ellissi, applica qui la stessa grammatica visiva che ha caratterizzato la trilogia di “Spider-Man”, fondendo movimento e narrazione grafica. Il film rappresenta un ritorno alle origini tematiche: come in “Darkman”, la storia esplora la trasformazione di un personaggio ordinario in qualcosa di straordinario, seppur con toni più ironici e un’ambientazione contemporanea legata al mondo corporate. La trama segue Linda Liddle (Rachel McAdams), impiegata ossessionata dal lavoro e dalle tecniche di sopravvivenza, convinta di meritare una promozione a vicepresidente. La sua routine crolla quando un evento traumatico la costringe a mettere in pratica le sue conoscenze paranoiche. Raimi gioca con gli stereotipi del survival horror, distorcendoli attraverso una regia ipercinetica che ricorda le tavole di un fumetto, con inquadrature claustrofobiche e cambi di ritmo improvvisi.

Linda Liddle: un’antieroina nel caos

Rachel McAdams interpreta una protagonista atipica, lontana dai canoni dell’eroina tradizionale. Linda è trasandata, socialmente goffa e iperfocalizzata su scenari apocalittici, caratteristiche che Raimi sfrutta per creare un contrasto comico-grottesco con la violenza che irrompe nella sua vita. La sua evoluzione – da vittima a vendicatrice – richiama personaggi come il protagonista di “Darkman”, ma con una svolta femminista e una satira del mondo del lavoro tossico. La performance di McAdams, oscillante tra ansia e determinazione surreale, è il perno narrativo. Il personaggio incarna le paure contemporanee: l’alienazione da ufficio, l’insicurezza esistenziale e la paranoia da sopravvivenza, temi resi con un umorismo nero tipico del regista. La sceneggiatura mescola elementi splatter a momenti di autoironia, mentre la colonna sonora, ricca di stacchi metallici, amplifica il senso di claustrofobia.

Critica tra consensi e perplessità

Le prime reazioni a “Send Help” sottolineano sia i pregi che le contraddizioni del film. I sostenitori lodano l’energia registica di Raimi e la chimica tra stile vintage e temi moderni, definendolo “un tributo coerente alla sua filmografia” (Rotten Tomatoes). Altri evidenziano una certa prevedibilità nella struttura narrativa, pur riconoscendo la capacità del regista di innovare dentro formule consolidate. Technicamente, il film è un campionario delle ossessioni visive dell’autore: primi piani distorti, soggettive destabilizzanti e un uso non convenzionale del CGI per esasperare situazioni grottesche. Raimi cita se stesso – le sequenze claustrofobiche ricordano “La casa”, mentre la trasformazione di Linda evoca “Spider-Man” – ma con una consapevolezza postmoderna che diverte gli appassionati senza alienare il pubblico nuovo (IMDb). Rotten Tomatoes, IMDb, Variety

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