Olimpiadi Milano Cortina 2026: tra ritardi e critiche lo stato dei lavori

Pubblicato: 31/01/2026, 13:39:382 min
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Redazione
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Olimpiadi Milano Cortina 2026: tra ritardi e critiche lo stato dei lavori

Lo stato dell'arte degli impianti

I preparativi per i Giochi Olimpici Invernali del 2026 entrano nel vivo tra cantieri aperti e scadenze stringenti. A Milano, il Pala Italia di Santa Giulia – destinato ad ospitare le gare di hockey – è al centro dell’attenzione. I lavori, iniziati con un anno di ritardo, dovrebbero concludersi entro dicembre 2024 secondo le rassicurazioni della Fondazione Milano Cortina. A Cortina d’Ampezzo, invece, persiste l’incertezza sulla pista di bob: il progetto prevede il restauro del vecchio trampolino Eugenio Monti, ma le modifiche tecniche richieste dalla Federazione Internazionale hanno comportato una revisione dei piani e un aumento dei costi stimati attorno ai 70 milioni. Intanto, la stazione ferroviaria di Bivio-Sottocorona in Val di Fiemme, nodo cruciale per il trasporto atleti, registra un avanzamento del 40% nonostante le difficoltà logistiche legate al territorio montano.

Polemiche internazionali e repliche istituzionali

Le critiche sollevate dal New York Times sull’effettiva capacità italiana di rispettare i tempi hanno acceso un dibattito oltreoceano. L’articolo del quotidiano statunitense sottolineava carenze progettuali e ritardi accumulati, citando in particolare l’assenza di un piano definitivo per l’ovale di Cortina. La Fondazione ha replicato evidenziando come il 70% delle infrastrutture sia già esistente o in fase avanzata, ridimensionando le preoccupazioni: «Siamo in linea con le tempistiche di Londra 2012 e Torino 2006, ha dichiarato il CEO Andrea Varnier. Tuttavia, le associazioni ambientaliste contestano l’impatto ecologico di alcune opere, come l’ampliamento della pista da sci Stelvio a Bormio, giudicato superfluo dopo i Giochi.

La posta in gioco per il sistema Italia

Oltre allo sport, Milano Cortina 2026 rappresenta un test cruciale per la credibilità del paese nella gestione di mega-eventi. Il governo ha stanziato 1,7 miliardi per infrastrutture e sicurezza, con un occhio alle tensioni geopolitiche globali che richiederanno protocolli anti-terrorismo rafforzati. La sfida organizzativa coinvolge 25 sedi sparse tra Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige, con 3.300 atleti attesi. Il presidente del CONI Giovanni Malagò ha ribadito che «i Giochi saranno sostenibili e inclusivi, puntando sul riuso dell’85% degli impianti. Ma l’eredità più ambita resta dimostrare che l’Italia può coniugare efficienza e bellezza sotto i riflettori mondiali. Fondazione Milano Cortina 2026 CONI The New York Times

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