L'eredità di Skyrim e il dilemma narrativo
Bruce Nesmith, lead designer di The Elder Scrolls V: Skyrim e veterano Bethesda fino al 2021, ha condiviso la sua teoria sul futuro della saga in un'intervista con Press Box PR. Secondo Nesmith, The Elder Scrolls 6 affronterà l'eredità della guerra civile di Skyrim – un conflitto che vedeva i giocatori schierarsi con l'Impero o i ribelli Stormcloak – optando per una soluzione narrativa aperta. "Direi che lasceranno la questione indefinita, o stabiliranno che nessuna delle due parti ha davvero vinto", ha dichiarato. Una scelta pragmatica, considerando che ogni giocatore ha plasmato un esito diverso nella propria partita. Il dilemma della continuità è centrale per Bethesda. Skyrim, uscito nel 2011, permetteva di influenzare direttamente le sorti della provincia attraverso missioni non lineari. Creare un sequel che riconosca tutte le varianti sarebbe tecnicamente complesso e rischierebbe di invalidare le scelte dei fan. "Potrebbero semplicemente non affrontare ciò che è accaduto nella guerra civile", ha aggiunto Nesmith, sottolineando come gli sviluppatori preferiscano spesso "resettare" lo status quo tra un capitolo e l'altro.
La soluzione secondo Nesmith: ambiguità narrativa
Nesmith, pur non avendo informazioni dirette sul progetto (in sviluppo precoce), ipotizza una linea simile a quella adottata in passato con The Elder Scrolls Online o Fallout. In questi casi, gli eventi cruciali dei titoli precedenti vengono accennati senza dettagli definitivi, lasciando spazio all'interpretazione. "La guerra civile ci fu, ma non raggiunse una conclusione netta", potrebbe essere la premessa di TES6. Questo approccio eviterebbe di canonizzare un finale specifico, preservando l'agency dei giocatori di Skyrim. La strategia avrebbe un ulteriore vantaggio: spostare l'attenzione su nuove minacce e regioni inesplorate. Voci non confermate collocano TES6 nell'Hammerfell, provincia desertica a sud-ovest di Skyrim, culturalmente distante dai conflitti nordici. Un setting del genere permetterebbe agli scrittori di introdurre trame autonome, legate magari ai Thalmor o a divinità minori, senza dover spiegare ogni dettaglio del passato.
Impatto sul futuro della saga
Se confermata, la teoria di Nesmith ribadirebbe una filosofia narrativa chiave per Bethesda: la priorità è l'immersione nel presente del giocatore, non la coerenza con scelte decennali. Un compromesso necessario per una serie con milioni di save file unici. Tuttavia, alcuni fan temono che questa scelta possa appiattire le conseguenze delle loro azioni in Skyrim, riducendo la guerra civile a un mero "rumore di fondo". Bethesda non ha commentato le speculazioni, ma il creative director Todd Howard ha già accennato in passato a meccanismi per gestire scelte epocali tra un capitolo e l'altro. Con TES6 atteso non prima del 2026-2028, il dibattito resterà aperto a lungo. Intanto, l'ipotesi di Nesmith offre uno spaccato sulle sfide del design narrativo in mondi aperti così vasti. Press Box PR IGN
