Dalla carriera nell'ICE al ruolo di zar
Tom Homan, definito dall'amministrazione Trump come "zar dei confini", ha consolidato la sua figura pubblica nel 2025 durante il secondo mandato dell'ex presidente. Iniziò la carriera come agente della Border Patrol negli anni '80, per poi entrare nell'ICE alla sua fondazione nel 2003. Sotto l'amministrazione Obama, ricoprì incarichi dirigenziali che gli valsero nel 2015 il Presidential Rank Award, il massimo riconoscimento per i funzionari federali. La sua nomina a coordinatore delle politiche migratorie da parte di Trump lo ha esposto a critiche per l'inasprimento delle pratiche di controllo, inclusi gli scontri a Minneapolis nel 2025, dove fu inviato per gestire le proteste contro i raid dell'ICE. Snopes ha analizzato la sua transizione da funzionario bipartisan a volto delle operazioni più controverse di Trump, confermando che il premio ricevuto sotto Obama rifletteva efficienza tecnica, non allineamento politico. Tuttavia, organizzazioni per i diritti umani hanno contestato i metodi promossi da Homan, come l'aumento dei respingimenti senza processo e le detenzioni prolungate.
Le affermazioni sotto la lente
Tra le dichiarazioni verificate, spicca l'affermazione di Trump secondo cui Homan avrebbe "risanato il sistema migratorio ereditato dal caos democratico". Snopes ha rilevato che i dati sulle espulsioni nel 2025-2026 mostrano un incremento del 18% rispetto al 2020-2021, ma con un aumento parallelo delle violazioni procedurali segnalate da ONG e tribunali. Un'altra tesi frequente è che Homan abbia "sempre sostenuto una linea dura", anche sotto Obama. Fonti ufficiali dimostrano che durante quel periodo applicò le direttive di focalizzarsi su criminali e recenti ingressi illegali, allineandosi a una strategia meno indiscriminata. Una controversia riguarda il suo coinvolgimento nelle operazioni a Minneapolis: secondo alcune ricostruzioni, Homan avrebbe autorizzato l'uso di tear gas contro manifestanti pacifici. Documenti interni dell'ICE citati da Snopes non confermano ordini diretti, ma evidenziano sue dichiarazioni pubbliche che incitavano a "schiacciare ogni resistenza".
Impatto mediatico e eredità politica
La visibilità di Homan nei talk show conservatori ne ha fatto un simbolo della battaglia di Trump contro l'immigrazione irregolare. Le sue interviste, spesso caratterizzate da toni provocatori contro i critici, hanno polarizzato il dibattito. Un'affermazione ripetuta è che le sue politiche abbiano "ridotto del 30% gli attraversamenti illegali", ma analisi del Dipartimento per la Sicurezza Interna indicano che il calo è stato temporaneo e legato a fattori multipli, tra cui accordi con i Paesi centroamericani. Organizzazioni come la ACLU hanno denunciato il suo approccio come "incostituzionale", citando casi di separazione familiare non documentati. Homan ha replicato definendo queste accuse "narrative false", senza però fornire dati completi sui minori coinvolti. La sua eredità rimane oggetto di scontro ideologico, con alcuni repubblicani che ne esaltano la determinazione e i democratici che lo accusano di aver minato i diritti fondamentali. Snopes ICE U. S. Customs and Border Protection
