Assolti Del Prete e Forzan: il reato diventa corruzione elettorale prescritta

Pubblicato: 30/01/2026, 08:33:253 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Assolti Del Prete e Forzan: il reato diventa corruzione elettorale prescritta

La decisione del Collegio Penale di Latina

Il Tribunale di Latina ha prosciolto Raffaele Del Prete, imprenditore edile, ed Emanuele Forzan, ex responsabile della campagna elettorale della lista Noi con Salvini, dall’accusa di voto di scambio politico mafioso. La sentenza, emessa il 30 gennaio 2026 dopo oltre quattro ore di camera di consiglio, ha riqualificato il reato in corruzione elettorale, dichiarandolo prescritto. Il Collegio – presieduto da Mario La Rosa, con i giudici Paolo Romano e Francesca Zani – ha stabilito il "non doversi procedere" per intervenuta prescrizione, cancellando l’aggravante del metodo mafioso. Una scelta che ha azzerato le richieste del pubblico ministero Francesco Gualtieri (Dda), che aveva chiesto 8 anni per Del Prete e 6 per Forzan. La tensione in aula ha preceduto la lettura del dispositivo, attesa fino alle 16:00. L’accusa sosteneva che tra il 2018 e il 2020 i due avessero gestito un sistema di favori tra imprenditoria locale e consensi elettorali, con presunti legami con clan campani. La difesa ha ribadito l’infondatezza delle prove, sottolineando l’assenza di elementi concreti per l’aggravante mafiosa.

Il crollo dell’ipotesi mafiosa

La svolta processuale risiede nella demolizione del capo d’imputazione principale. I giudici hanno escluso che gli scambi elettorali – ammessi come "corruzione semplice" – avessero natura mafiosa, privando il reato della sua carica più severa. La corruzione elettorale, priva dell’aggravante, è così rientrata nei termini di prescrizione, in base alla data degli atti contestati (2020). Un passaggio tecnico che ha ribaltato l’esito del processo, nonostante l’accusa avesse documentato incontri, finanziamenti e pressioni su piccoli imprenditori della provincia di Latina. Forzan, figura chiave nella campagna leghista del 2018, era accusato di aver mediato tra Del Prete e esponenti politici locali per garantire appalti in cambio di voti. La difesa ha celebrato la sentenza come "vittoria della legalità", mentre il pm Gualtieri ha annunciato l’attesa delle motivazioni (previste tra 90 giorni) per valutare un appello.

Reazioni e prossimi passaggi

Al termine dell’udienza, in aula si sono registrati abbracci e lacrime tra gli imputati e i familiari. Il legale di Del Prete, Giorgio Carta, ha definito la sentenza "un atto di giustizia che cancella un’accusa infamante". Forzan, attraverso un comunicato, ha parlato di "4 anni di calvario" conclusi con "la verità". L’esito solleva interrogativi sull’efficacia delle norme anti-mafia nelle inchieste di corruzione politica, soprattutto dopo il recente caso Lombardia (2024), dove una simile riqualificazione portò all’assoluzione di tre ex consiglieri regionali. Resta ora da vedere se la Procura ricorrerà in Cassazione, puntando a ristabilire l’aggravante mafiosa. Ansa Lazio, Latina Quotidiano

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