La dinamica del timeout medico
Carlos Alcaraz ha respinto con fermezza le critiche di Alexander Zverev riguardo al timeout medico richiesto durante la semifinale degli Australian Open, vinta dallo spagnolo 6-3, 6-7(3), 6-4, 4-6, 6-3 dopo oltre quattro ore di gioco. "Ho agito nel pieno rispetto delle regole – ha spiegato il numero uno del mondo –. Dopo un movimento laterale, ho avvertito un fastidio all’adduttore destro. Non erano crampi, perché il resto della gamba reagiva normalmente. Il fisioterapista ha valutato la situazione e deciso autonomamente il trattamento". Alcaraz ha sottolineato come il dolore sia aumentato progressivamente: "Nei cambi campo ho monitorato la gamba sinistra, che restava accettabile nonostante la tensione muscolare". Zverev, reduce dalla sconfitta, aveva insinuato possibili manipolazioni del regolamento: "Quando si è sotto di un break nel quinto set, magicamente si avverte un infortunio". La replica di Alcaraz è netta: "Questa è una delle partite più intense della mia carriera. Ogni decisione è stata presa per garantire l’integrità fisica, senza influenzare il ritmo del match". Fonti mediche del torneo confermano la regolarità della procedura.
Preparazione e stanchezza verso la finale
Nonostante la vittoria storica – la sua prima finale a Melbourne – Alcaraz ammette di pagare il prezzo della maratona contro Zverev: "I muscoli sono tesi, la stanchezza si fa sentire. Recuperare in meno di 48 ore sarà cruciale". Il campione di Wimbledon ha rivelato di non aver subito danni strutturali, ma di lavorare su trattamenti antinfiammatori e sessioni di stretching mirato. "Affronterò la finale con umiltà: so che il mio avversario (Djokovic o Sinner, ndr) avrà un vantaggio energetico". L’allenatore Juan Carlos Ferrero ha ridimensionato i timori: "Carlos ha dimostrato resilienza fisica in passato. Gestiremo ogni fase con attenzione, senza forzature". I dati ATP evidenziano come Alcaraz abbia vinto l’85% dei match in cinque set, segno di una capacità di resistenza mentale superiore alla media. La finale degli Australian Open rappresenta ora una sfida duplice: contro l’avversario in campo e contro i limiti del proprio corpo. Australian Open ATP Tour Corriere dello Sport
