Il Costo Sociale "Blu" del Carbonio: Quando gli Oceani Entrano nel Conto Climatico

Pubblicato: 29/01/2026, 15:05:003 min
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Redazione
Categoria: Tecnologia
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Il Costo Sociale "Blu" del Carbonio: Quando gli Oceani Entrano nel Conto Climatico

Una Rivoluzione nei Calcoli Climatici

Il costo sociale del carbonio (SCC) è uno strumento economico che quantifica i danni a lungo termine causati da ogni tonnellata di CO2 emessa, includendo effetti su agricoltura, salute e infrastrutture. Per decenni, tuttavia, ha trascurato un attore cruciale: gli oceani. Una ricerca pubblicata su Nature Climate Change introduce per la prima volta il "costo sociale blu del carbonio", integrando gli impatti climatici sugli ecosistemi marini. Secondo Bernardo Bastien-Olvera, coordinatore dello studio, questa innovazione ha fatto quasi raddoppiare il peso economico globale delle emissioni, rivelando una sottovalutazione sistematica dei rischi. L’analisi combina modelli climatici, dati biogeochimici e valutazioni economiche, assegnando un valore monetario a fenomeni come l’acidificazione delle acque e la perdita di biodiversità. «Prima d’ora, questi effetti erano invisibili nelle politiche climatiche, spiega Bastien-Olvera. Il nuovo parametro costringe a ripensare le strategie di mitigazione, mostrando che i danni oceanici contribuiscono per il 42-55% all’SCC complessivo.

Gli Oceani Sotto Stress da CO2

Gli oceani assorbono il 30% della CO2 antropica e il 90% del calore in eccesso, ma questo servizio ha un prezzo elevato. Il riscaldamento altera la circolazione marina, riduce l’ossigeno disciolto e intensifica eventi estremi come gli uragani. Parallelamente, l’acidificazione – causata dal dissolvimento della CO2 in acqua – erode le barriere coralline, minacciando il 25% della vita marina che da esse dipende. Questi cambiamenti hanno ricadute dirette sull’uomo: il calo delle catture ittiche compromette la sicurezza alimentare di 3 miliardi di persone, mentre la degradazione delle coste aumenta i costi per la protezione di porti e città. Lo studio valuta anche impatti intangibili, come la perdita di benessere legato al turismo costiero o ai servizi culturali forniti dagli ecosistemi. «Un reef in salute non è solo un habitat: è una difesa naturale contro le mareggiate e un patrimonio per le comunità locali, sottolinea Bastien-Olvera. La CO2, inoltre, riduce il valore nutrizionale del plancton, base della catena alimentare marina, con potenziali effetti a cascata sulla salute umana.

Il Peso Reale delle Emissioni

Includendo il fattore "blu", il costo sociale per tonnellata di CO2 raggiunge i 185-340 dollari, contro i 100-200 delle stime precedenti. La differenza riflette la vulnerabilità degli oceani, che stanno già subendo trasformazioni irreversibili. Le regioni tropicali, dove la pesca e il turismo sono pilastri economici, pagheranno il conto più salato. Ma l’aumento ha implicazioni globali: secondo gli autori, tassi di carbon tax così elevati renderebbero non economicamente vantaggioso qualsiasi nuovo progetto legato ai combustibili fossili. La ricerca solleva interrogativi etici e politici. Come bilanciare gli interessi delle nazioni costiere, spesso meno responsabili delle emissioni? E come tradurre questi dati in azioni concrete? «Il costo blu non è un’astrazione: è un argomento per accelerare la transizione energetica, conclude Bastien-Olvera. La prossima sfida sarà incorporare questi parametri negli accordi internazionali, a partire dalla COP29. Nature Climate Change IPCC Sixth Assessment Report

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