La dinamica della tragedia
Nella calda serata del luglio 2020, lungo la via Appia al chilometro 83, al confine tra Latina e Pontinia, si consumò uno scontro frontale tra una BMW e una Mini Cooper. L’impatto, violentissimo, causò la morte immediata di Alessandro Paolucci, 40 anni, consulente finanziario di Cisterna, e quella di Chiara Battisti, 26enne di Latina, deceduta dopo alcuni giorni di agonia al Santa Maria Goretti. Le indagini tecniche ricostruirono una collisione ad alta velocità, ma senza elementi chiari sulle responsabilità dirette. Entrambi i veicoli riportarono danni irreparabili, e i soccorsi intervenuti sul luogo parlarono di una scena "apocalittica".
Il percorso giudiziario controverso
Nel 2021, il giudice di pace di Latina dispose la sospensione della patente al conducente della BMW, ritenuto inizialmente positivo a test antidroga. Tuttavia, le analisi tossicologiche successive – e l’esame della dinamica – smentirono ogni alterazione psicofisica. L’udienza preliminare del Tribunale di Latina, presieduta dal giudice Mario La Rosa, prosciolse l’uomo nel 2022 per "insufficienza probatoria": né eccesso di velocità, né violazioni del codice stradale erano emerse dagli atti. Nei giorni scorsi, la prima sezione civile del tribunale ha accolto l’appello contro la sospensione, ribadendo l’assenza di fondamento nelle accuse originarie.
Le conseguenze legali e umane
La sentenza chiude un capitolo giudiziario, ma non cancella il dolore delle famiglie coinvolte. I parenti delle vittime hanno avviato procedimenti risarcitori civili, mentre la Procura archivia il penale. "La giustizia ha fatto il suo corso – commenta l’avvocato difensore –, ma resta una tragedia senza colpevoli". L’episodio riaccende il dibattito sull’affidabilità dei primi accertamenti stradali e sulla necessità di bilanciare sicurezza e garanzie processuali. LatinaToday, Il Messaggero, Tribunale di Latina
