Campedelli, ex ct Iran: "Voglio essere voce delle ragazze iraniane

Pubblicato: 28/01/2026, 17:10:232 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Campedelli, ex ct Iran: "Voglio essere voce delle ragazze iraniane

Le dimissioni etiche e il controllo governativo

Alessandra Campedelli, ex commissario tecnico della nazionale femminile di pallavolo iraniana, ha rotto il silenzio su quanto vissuto durante il mandato 2022-2023. In un'intervista a Rainews24, la coach trentina ha spiegato le ragioni delle sue dimissioni: "Eticamente non potevo continuare a lavorare per una Federazione che sosteneva il governo che uccide i dissidenti in strada". Campedelli descrive un sistema sportivo completamente asservito al potere, dove persino i suoi dispositivi venivano controllati dalla polizia morale. "Quando sono partita non mi aspettavo questo livello di sottomissione. Credevo che lo sport potesse essere uno spazio libero, soprattutto per le donne". La sua esperienza si è trasformata in un incubo di sorveglianza costante: "Monitoravano ogni mia mossa, persino i messaggi privati. Ho capito che qualsiasi tentativo di autonomia era impossibile". La palestra, anziché luogo di emancipazione, diventava teatro di oppressione, con le atlete costrette a rispettare rigidi codici comportamentali dettati dal regime.

Le voci soffocate delle pallavoliste

"Mi contattano di nascosto, ringraziandomi per dar loro voce, ma poi mi supplicano di cancellare ogni traccia". Campedelli rivela il dramma quotidiano delle atlete iraniane, diventate sue confidenti: "Mi parlano di fratelli arrestati, genitori spariti nel nulla. 'Non sappiamo se potremo essere felici dopo tutto il male visto', mi dicono". Le pallavoliste descrivono un clima di terrore dove persino un sms di sfogo può costare caro. "Mi chiedono di amplificare la loro situazione invivibile, ma sanno di essere controllate 24 ore su 24". L'ex ct sottolinea il paradosso di atlete costrette a rappresentare lo stesso regime che reprime le donne: "Vogliono solo giocare a pallavolo, ma vengono strumentalizzate come facciata progressista. Intanto, fuori dagli stadi, le ragazze rischiano la vita per un capello fuori posto". La denuncia si allarga alla comunità sportiva internazionale: "Serve pressione concreta, non solo solidarietà di facciata. Queste atlete meritano di essere ascoltate, non abbandonate". Rainews24 Federazione Internazionale Pallavolo

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