Il territorio della fiducia nella cura è un'area instabile, sempre sotto l'influenza di paure che risalgono a generazioni diverse. Quando una malattia si impadronisce di una casa, ciò che sembrava solido e sicuro inizialmente comincia ad arrendersi alla realtà, mettendo in crisi persino le certezze più fondamentali. Questo spazio instabile è il terreno in cui possono insinuarsi teorie alternative, promesse di guarigioni più dolci, e spiegazioni che sembrano meno complesse della verità medica. Questo caso si colloca proprio in questo punto sensibile.
Da 26 gennaio 2026, una giovane madre, Martina Binotto, e il suo compagno Luigi Gianello, furono accusati di aver ritardato la diagnosi e le cure per il loro figlio Francesco, che è morto a un giovane età. Questo episodio si svolge in Vicenza, dove il processo contro i due genitori avrà luogo. Il caso si colloca in una prospettiva simile al precedente del 2016, quando la madre di Eleonora Bottaro, una giovane padovana, fu condannata per omicidio omissivo dopo aver rifiutato le terapie oncologiche per la figlia. Questo caso ha un impatto significativo anche all'estero.
In Svizzera, il precedente del 2016 di Eleonora Bottaro è diventato un simbolo delle derivate legate al rifiuto della medicina scientifica. La RSI (Regione Autonoma Ticinese), che gestisce la curia, ha pubblicato una relazione sull'argomento link. Secondo l'accusa, anche Martina Binotto e Luigi Gianello avrebbero seguito idee prive di fondamento scientifico. Convinti che la malattia del bambino potesse essere affrontata senza ricorrere tempestivamente alla medicina tradizionale, essi sembravano avere una visione errata della cura medica.
Questo caso mette in luce il conflitto tra la fiducia nella scienza e i desideri di guarigione spontanei. Per Martina Binotto e Luigi Gianello, forse era difficile accettare che la loro decisione potesse aver avuto un impatto grave sulla vita del loro figlio. Tuttavia, l'accusa sostiene che non erano in grado di comprendere o affrontare le conseguenze della loro posizione. Il caso Binotto-Gianello rappresenta una sfida alla fiducia nella cura medica e richiede un confronto tra la scienza e il desiderio umano di guarigione.
Questo è un tema che si ripete in modo costante nel territorio della malattia e della cura, con conseguenze che possono avere impatti significativi per le vite dei pazienti e i loro genitori.
Fonte originale La fiducia nella cura è un territorio fragile, attraversato da paure che si ripresentano a ogni generazione. Quando la malattia entra in una casa, tut...
