Donald Trump ha deciso di non attaccare l'Iran sotto pressione sia in casa che all'estero. Molti dei suoi consiglieri gli hanno fatto notare i rischi di un raid e la mancanza di una potenza di fuoco adeguata per garantire la sicurezza delle truppe americane nell'area e proteggere Israele. Secondo le ricostruzioni del Washington Post, Arabia Saudita, Qatar ed Editto hanno contattato la Casa Bianca chiedendo moderazione e l'uso della diplomazia. Trump più di tutto ha però temuto che un attacco avrebbe potuto destabilizzare il Medio Oriente.
Gli esempi d'uso del regime iraniano, come quello in Venezuela sotto Nicolas Maduro, sarebbero stati più difficili a replicare in Iran, ha riferito un ex funzionario. In Iran, la brutalità della repressione delle manifestazioni di protesta è stata documentata da un nuovo rapporto ottenuto dal Sunday Times. Il documento cita testimoni e fonti mediche che riportano che almeno 16.500 persone sono state uccise durante le violente manifestazioni, con circa 330mila ferite. Il testo originale non fornisce ulteriori dettagli sui motivi specifici per cui l'Iran ha causato preoccupazione a Trump e i suoi consiglieri.
La decisione di non attaccare l'Iran è stata influenzata da una serie di fattori complessi, tra cui la paura di destabilizzare il Medio Oriente e le critiche alla potenza militare americana nell'area. L'articolo evidenzia come la diplomazia e la diplomazia internazionale possono avere un impatto significativo sulla decisione politica. L'intervista con l'ex funzionario, che ha riferito quanto avveniva a Washington, fornisce una prospettiva aggiuntiva sulle pressioni esercitate dai paesi arabi per ottenere moderazione da parte degli Stati Uniti. In conclusione, la decisione di Trump di non attaccare l'Iran dimostra come la diplomazia e i consigli dei suoi consiglieri possono influire sulla politica estera, anche quando si tratta di questioni che potrebbero avere impatti globali.
La repressione violenta delle manifestazioni in Iran rivela una situazione ancora più critica del piano geopolitico globale.
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