Pira Funeraria Antica nel Malawi
Una scoperta archeologica di eccezionale importanza è emersa dal Malawi settentrionale, dove un team internazionale di ricercatori ha portato alla luce la più antica testimonianza documentata di cremazione intenzionale tra i cacciatori-raccoglitori africani. Circa 9.500 anni fa, una comunità di cacciatori-raccoglitori che abitava ai piedi del Monte Hora accese una pira funeraria per cremare il corpo di una donna di corporatura minuta. Questo ritrovamento, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science Advances, non solo segna un primato per il continente africano, ma fornisce anche la più antica pira funeraria contenente i resti di un adulto mai scoperta. Sebbene resti umani bruciati siano noti da periodi antecedenti, come quelli rinvenuti in Australia risalenti a circa 40.000 anni fa, le strutture di cremazione costruite intenzionalmente con combustibile compaiono nei reperti archeologici solo a partire da circa 30.000 anni fa.
Ricostruzione Dettagliata del Rituale
L'eccezionalità di questa scoperta risiede anche nella meticolosa ricostruzione del rituale funerario. Grazie a un approccio multidisciplinare, che ha integrato metodi archeologici, geospaziali, forensi e bioarcheologici, i ricercatori sono stati in grado di analizzare con un dettaglio senza precedenti i sedimenti della pira e i frammenti ossei rinvenuti. L'analisi microscopica dei sedimenti ha permesso di identificare la sequenza delle operazioni, mentre lo studio dei resti ossei ha fornito informazioni sulla persona cremata. Questi risultati suggeriscono che i comportamenti mortuari e sociali degli antichi raccoglitori africani fossero significativamente più complessi di quanto precedentemente ipotizzato, aprendo nuove prospettive sulla comprensione delle società preistoriche del continente.
