Vino con Mosto Concentrato: Legalità e Percezione Qualitativa

Pubblicato: 15/01/2026, 08:04:263 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Lifestyle
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Vino con Mosto Concentrato: Legalità e Percezione Qualitativa

La recente introduzione dell'obbligo di etichettatura estesa per i vini, che dal dicembre 2023 permette l'uso di codici QR per fornire dettagli su ingredienti e valori nutrizionali, ha sollevato interrogativi tra i consumatori. Una lettrice, analizzando le informazioni di un vino ricevuto in dono, ha scoperto l'uso di mosto concentrato, chiedendosi se questa pratica sia conforme alle normative vigenti e se il prodotto possa essere equiparato a vini di qualità superiore. La questione tocca il cuore della trasparenza e della percezione del valore enologico. Alessandra Biondi Bartolini interviene per chiarire la liceità di questa metodologia produttiva, spesso mal interpretata dal pubblico.

Regolamentazione Europea sull'Arricchimento e Concentrazione

L'utilizzo del mosto concentrato (MCR) nel processo di vinificazione non è una pratica illecita, ma è strettamente regolamentato dalle normative europee in materia di OCM (Organizzazione Comune di Mercato) vitivinicola. Il mosto concentrato d'uva è, di fatto, un prodotto ottenuto dalla concentrazione del mosto d'uva fresca per evaporazione parziale dell'acqua, e viene impiegato principalmente per correggere il grado zuccherino potenziale delle uve, specialmente in annate difficili o in zone dove la maturazione è insufficiente. Questo processo è considerato una pratica enologica autorizzata, finalizzata a garantire un tenore alcolico minimo e una stabilità del prodotto finito. La sua presenza deve essere dichiarata, come previsto dalle nuove norme sull'etichettatura, garantendo così la piena trasparenza richiesta al produttore. Non implica automaticamente una diluizione successiva con acqua, come temuto dalla lettrice, ma piuttosto un intervento sulla materia prima per raggiungere parametri standardizzati. Normative UE sul Vino

Distinzione tra Legalità e Qualità Enologica

La preoccupazione della lettrice riguardo alla definizione di "vino" e al paragone con prodotti di alta qualità è comprensibile, poiché l'uso di MCR è spesso associato a tecniche di produzione meno artigianali o a vini destinati a mercati di largo consumo. Alessandra Biondi Bartolini sottolinea che la legalità di un prodotto non ne determina automaticamente il pregio qualitativo. Un vino prodotto con MCR, sebbene tecnicamente regolare, si colloca in una categoria diversa rispetto a quelli ottenuti esclusivamente da uve autoctone e vinificate senza interventi correttivi significativi. La provenienza "UE" segnalata, sebbene generica, è anch'essa permessa per i vini che utilizzano uve provenienti da diversi Stati membri. La scelta di utilizzare il QR code è una modalità legale per adempiere all'obbligo informativo, ma espone il consumatore a dettagli che storicamente erano omessi, portando a queste legittime domande sulla composizione. Etichettatura Prodotti Vitivinicoli

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