Recensione: Il Funerale di Zia Stana, Grottesco Ritratto Bosniaco

Pubblicato: 15/01/2026, 06:00:402 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Arte e Cultura
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Recensione: Il Funerale di Zia Stana, Grottesco Ritratto Bosniaco

L'Inatteso Viaggio nella Campagna Bosniaca

"Il funerale di zia Stana" di Slađana Nina Perković, edito da Voland, si rivela un’opera narrativa sorprendentemente incisiva, mascherata da cronaca familiare surreale. La protagonista, una trentenne disillusa e appassionata di gialli, è costretta dalla madre a recarsi in un villaggio sperduto per il rito funebre della zia Stana, deceduta in circostanze tragicomiche: soffocata da un boccone di pollo. Questa morte inattesa non è solo un evento luttuoso, ma il catalizzatore di una serie di eventi caotici che minacciano la vendita di proprietà familiari cruciali. La narrazione si sviluppa attraverso una sequenza di situazioni grottesche che spaziano da fangose strade di campagna a incontri bizzarri con personaggi eccentrici: infermiere esasperate, forze dell'ordine apatiche e riserve clandestine di alcol. L'autrice utilizza questo scenario per tessere un affresco pungente e satirico della Bosnia post-bellica, dove il dramma personale si fonde inevitabilmente con l'assurdità della vita quotidiana.

Satira Amara e Ritmi Cinematografici

Il tono del romanzo oscilla abilmente tra il nero e il grottesco, garantendo al lettore momenti di risata amara. La struttura narrativa, sebbene focalizzata su un evento specifico – il funerale – si espande per esplorare le dinamiche disfunzionali di una famiglia e, per estensione, di una società in bilico. La protagonista, inizialmente passiva e rassegnata ai propri fallimenti, viene catapultata in un vortice di eventi che la costringono a confrontarsi con realtà scomode, dai tentativi di suicidio altrui alla burocrazia indolente. La Perković dimostra una maestria nel costruire scene vivide e quasi cinematografiche, dove ogni dettaglio, per quanto assurdo, contribuisce a definire un ritratto sociale critico. L'efficacia del libro risiede proprio in questa capacità di trasformare il lutto in un palcoscenico per la commedia umana più spietata, rendendo la lettura un’esperienza densa e memorabile, perfetta per chi cerca narrazioni fuori dagli schemi convenzionali.

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