Europa e Cina hanno raggiunto un'intesa per sostituire i dazi anti-sovvenzioni sulle auto elettriche cinesi con prezzi minimi di importazione, aprendo a un dialogo WTO-compatibile che evita una guerra commerciale e favorisce la transizione verde.
La disputa sui veicoli elettrici cinesi
La tensione tra Unione Europea e Cina sui veicoli elettrici (EV) è nata da un'indagine anti-sovvenzioni lanciata nel 2023. L'UE ha accusato Pechino di distorcere il mercato con aiuti statali eccessivi, imponendo dazi aggiuntivi fino al 35,3% nel 2024, oltre al 10% standard.
Questi dazi, confermati per cinque anni, hanno colpito produttori come BYD (17%), Geely (18,8%) e SAIC (35,3%), mentre Tesla ha pagato il 7,8% e Nio/Xpeng il 20,7%. L'obiettivo era proteggere l'industria europea, ma ha rischiato di frenare l'adozione di EV necessari per ridurre le emissioni del 55% entro il 2030.
Nonostante i dazi, le vendite di auto cinesi in UE sono salite al 6% nel primo semestre 2025, secondo ACEA e S&P Global Mobility, mostrando la competitività dei modelli made in China.
L'accordo sul documento di orientamento
Il 12 gennaio 2026, UE e Cina hanno concordato un documento di guidance per le offerte di price undertakings. Questo framework permette ai produttori cinesi di proporre prezzi minimi di importazione per evitare i dazi, valutati caso per caso dalla Commissione Europea in modo non discriminatorio e conforme alle regole WTO.
Il documento specifica che i prezzi devono neutralizzare gli effetti dannosi delle sovvenzioni, considerando variazioni nei tipi di veicoli e possibili investimenti futuri in UE. La Commissione valuterà ogni proposta oggettivamente, promuovendo un 'soft landing' nella disputa.
Il Ministero del Commercio cinese ha definito l'intesa un 'importante breakthrough', frutto di dialoghi che preservano le catene di fornitura globali e l'ordine commerciale basato su regole.
Implicazioni per produttori e mercato
Per aziende come BYD, Geely e SAIC, l'accordo offre sollievo evitando dazi punitivi, incentivando prezzi floor che compensano le sovvenzioni percepite. Potrebbe spingere a costruire fabbriche in Europa, come già fa BYD, riducendo dipendenze da import.
L'UE beneficia di EV accessibili per i suoi target climatici, senza dumping che danneggi produttori locali. La China Chamber of Commerce in UE ha accolto l'intesa come via per relazioni economiche sane.
A differenza degli USA, che bloccano quasi tutti gli EV cinesi con dazi elevati, l'approccio europeo bilancia protezione e apertura, favorendo competizione globale.
Prospettive future e stabilità globale
L'intesa riflette la volontà di risolvere differenze tramite consultazioni WTO, evitando ritorsioni cinesi su prodotti europei come maiale o brandy. Rafforza la sicurezza delle supply chain auto.
Secondo South China Morning Post, rafforza la stabilità delle filiere UE-Cina-mondo, con la Commissione che esplora soluzioni alternative efficaci.
Se implementata, promuoverà più EV sulle strade europee, accelerando la transizione da motori a combustione e mantenendo l'UE competitiva sul palco globale.
