Tifosi in Guerra: Scontri a Como, 53 Denunce e Due Arresti

Pubblicato: 11/01/2026, 11:16:544 min
Scritto da
Gaspare Lamazza
Categoria: Sport
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Tifosi in Guerra: Scontri a Como, 53 Denunce e Due Arresti

L'Antefatto Violento: La Tensione Prima del Fischio d'Inizio

La giornata che doveva celebrare il ritorno della competizione calcistica tra Como e Bologna è stata drammaticamente oscurata da episodi di violenza inaudita che hanno trasformato il centro cittadino in un teatro di scontri. Sabato 10 gennaio, poche ore prima del calcio d'inizio fissato per le ore 15, le frange più estreme delle tifoserie hanno dato vita a una vera e propria guerriglia urbana. Le forze dell'ordine, intervenute tempestivamente, hanno dovuto gestire momenti di alta tensione per sedare le cariche e riportare l'ordine, ma il bilancio delle conseguenze legali è già pesante. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, tra cui ANSA, il quadro emerso dopo gli accertamenti è preoccupante, evidenziando una pianificazione e una volontà di scontro che vanno ben oltre la normale rivalità sportiva. Le indagini successive hanno permesso di identificare e deferire all'autorità giudiziaria ben cinquantatré sostenitori della squadra ospite, il Bologna. L'accusa principale mossa a questo nutrito gruppo è quella di rissa aggravata, un reato che sottolinea la gravità della condotta tenuta in pieno centro abitato. Questo episodio non è un caso isolato nel panorama del tifo organizzato italiano, ma la sua entità numerica e la violenza manifestata sollevano interrogativi seri sulla gestione della sicurezza negli eventi ad alta affluenza. Le autorità stanno ora lavorando per ricostruire l'esatta dinamica degli eventi, analizzando filmati e testimonianze per delineare le responsabilità individuali all'interno del gruppo.

Il Duro Conto delle Autorità: Arresti e Precedenti Penali

Il bilancio degli scontri si è aggravato con la conferma di due arresti eseguiti dalle forze dell'ordine, figure che rappresentano un campanello d'allarme per la recidività in contesti di violenza ultras. Il primo soggetto fermato è un uomo di 34 anni residente a Bologna, già noto alle forze dell'ordine per precedenti episodi di disordini legati a manifestazioni sportive. La sua presenza e il suo ruolo attivo negli scontri di Como hanno portato a un provvedimento immediato, data la sua storia di inosservanza delle norme di pubblica sicurezza. La sua posizione è particolarmente delicata proprio in virtù della sua pregressa frequentazione di ambienti ad alto rischio. Ancora più emblematico è il caso del secondo arrestato, un giovane di 25 anni residente a Ferrara. Le verifiche hanno rivelato che questo individuo aveva terminato solo recentemente di scontare la pena relativa a un Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive), con scadenza prevista per gennaio 2025. Il fatto che si sia reso protagonista di nuovi gravi episodi violenti subito dopo la fine del periodo di interdizione dimostra una palese inosservanza del dettato normativo e una forte propensione al reiterare condotte illecite. Come riportato da testate locali come La Provincia di Como, la Procura sta valutando l'applicazione di misure cautelari più stringenti per entrambi, data la gravità dei reati contestati e il rischio di reiterazione.

Le Reazioni Istituzionali e la Necessità di Interventi Strutturali

La Prefettura di Como, attraverso i suoi canali ufficiali, ha espresso profonda preoccupazione per l'accaduto, sottolineando come tali manifestazioni di violenza siano incompatibili con la cornice di un evento sportivo. L'efficacia dell'intervento delle forze dell'ordine è stata lodata, ma l'episodio impone una riflessione più ampia sulle strategie di prevenzione. È evidente che i controlli pre-partita, pur essendo stati intensificati, non sono stati sufficienti a disinnescare l'intenzione di scontro di questi gruppi organizzati. Il Questore ha assicurato che verranno analizzate tutte le misure adottate, anche in vista di futuri incontri ad alta tensione, come suggerito anche da analisi sulla sicurezza pubblicate da La Gazzetta dello Sport. Il mondo del calcio, rappresentato anche da osservatori esterni come l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, si trova ancora una volta a fare i conti con l'ombra del tifo violento. La speranza è che il procedimento giudiziario a carico dei 53 denunciati e dei due arrestati possa servire da deterrente significativo. È fondamentale che le sanzioni siano esemplari, non solo per punire i responsabili, ma per inviare un messaggio inequivocabile a tutte le frange ultras che vedono nella violenza un elemento integrante della loro identità. La lotta contro questo fenomeno richiede un approccio sinergico tra giustizia, società civile e gestione degli eventi, come evidenziato anche da approfondimenti di settore come quelli di Calcio e Finanza.

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