Svelato il Thriller Domestico: "Una di Famiglia" È Davvero un Capolavoro?

Pubblicato: 11/01/2026, 10:03:374 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Spettacolo
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Svelato il Thriller Domestico: "Una di Famiglia" È Davvero un Capolavoro?

L'Ingresso nell'Incubo Perfetto: Estetica e Tensione Iniziale

L'arrivo di Millie (interpretata da una convincente, seppur a tratti monodimensionale, Bryce Dallas Howard) nella residenza dei Winchester è il perno attorno al quale ruota l'intera architettura narrativa di "Una di famiglia – The Housemaid". Paul Feig, noto per le sue incursioni nella commedia, qui si cimenta con il thriller psicologico, cercando di evocare atmosfere alla Hitchcock o Hitchcock rivisitato in chiave moderna, come suggerito da alcune analisi critiche The Hollywood Reporter. La messa in scena è impeccabile: la casa è un personaggio a sé stante, un labirinto di vetro e marmo dove ogni oggetto sembra posizionato con chirurgica precisione per sottolineare la distanza sociale tra la nuova domestica e i suoi datori di lavoro, soprattutto la glaciale signora Winchester. Questa tensione iniziale, basata sul contrasto visivo tra la precarietà di Millie e l'opulenza soffocante dei Winchester, funziona egregiamente nel creare un senso di disagio palpabile. Tuttavia, è proprio in questa fase iniziale che si annida il primo rischio del film: quello di indulgere troppo nell'estetica del "luogo malato" senza sviluppare con altrettanta profondità la psicologia dei personaggi che lo abitano, lasciando lo spettatore in attesa di un'esplosione emotiva che tarda ad arrivare.

La Trappola del Tropo: Quando la Familiarità Diventa Prevedibilità

Il film si basa su un materiale di partenza, il romanzo di Freida McFadden, che ha già riscosso un notevole successo nel panorama del *domestic noir*. Questa popolarità, se da un lato garantisce un pubblico interessato alla formula, dall'altro espone la pellicola al pericolo della prevedibilità. La dinamica della domestica che scopre i segreti oscuri della famiglia benestante è un tropo narrativo robusto, ma che richiede una costante reinvenzione per non risultare stantio. In "Una di famiglia", assistiamo a una progressione degli eventi che, pur essendo ben orchestrata dal punto di vista ritmico, segue schemi narrativi già ampiamente esplorati. La costruzione del sospetto, l'escalation delle micro-aggressioni psicologiche subite da Millie, e la progressiva rivelazione delle crepe nel matrimonio Winchester, sono gestite con mestiere, ma mancano di quella scintilla di originalità che trasformerebbe un buon thriller in un'opera memorabile. La performance di Jessica Chastain, nel ruolo della matriarca, è un punto fermo, capace di incarnare la minaccia silenziosa con una compostezza quasi spettrale, come evidenziato in diverse recensioni europee ScreenDaily.

Il Punto di Svolta: Bilanciare Thriller e Dramma Personale

Il vero banco di prova per un film come questo risiede nella capacità di bilanciare la suspense esterna – i segreti della casa – con il dramma interiore della protagonista. Millie non è solo un occhio esterno che osserva, ma un soggetto con un passato complesso che influenza le sue reazioni e le sue scelte. La sceneggiatura tenta di dare profondità a questo background, ma spesso lo fa attraverso flashback che appaiono più come meccanismi esplicativi che come vere e proprie aperture emotive. La regia di Feig, pur mantenendo un controllo visivo notevole, sembra a tratti titubante nel decidere se privilegiare il puro meccanismo del *whodunit* o l'analisi del trauma femminile. Quando il film si concentra sulla lotta di potere tra Millie e la signora Winchester, raggiunge i suoi picchi di tensione più efficaci. Al contrario, quando si addentra troppo nelle spiegazioni del passato, il ritmo narrativo rallenta, lasciando spazio a momenti di didascalismo che indeboliscono l'impatto emotivo complessivo, come notato da alcuni critici americani Variety.

Verdetto Finale: Un Esecuzione Solida ma Non Rivoluzionaria

"Una di famiglia – The Housemaid" si configura come un solido intrattenimento di genere, un’opera che sa come tenere incollato lo spettatore grazie a una fotografia elegante e a interpretazioni di alto livello. È un film che rispetta le aspettative del pubblico che cerca un thriller domestico ben confezionato, con tutti gli elementi necessari: la casa bellissima ma inquietante, i ricchi corrotti, e la protagonista che lotta per la propria sopravvivenza psicologica. Tuttavia, per chi sperava in una decostruzione radicale del genere o in un colpo di scena veramente inaspettato, il film potrebbe risultare leggermente derivativo. È un’ottima esecuzione di una formula nota, un’opera che merita la visione per la sua tensione palpabile e la cura dei dettagli visivi, ma che non ridefinisce i confini del thriller psicologico contemporaneo. È un film che si guarda con piacere, ma che difficilmente rimarrà impresso a lungo nella memoria cinematografica, concludendo il suo percorso narrativo in modo funzionale ma non sorprendente, come si può evincere da una rassegna stampa generale Rotten Tomatoes.

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