Le proteste in Iran continuano a scuotere il Paese con manifestazioni diffuse
466 vittime secondo Hrana: cosa dicono i numeri
Il dato più citato nelle ultime ore arriva dalla Ong statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), secondo cui il numero delle persone uccise nelle proteste in Iran è salito a 466, un bilancio che riflette la brutalità della repressione in corso nel Paese. Come riportato da diverse testate, tra cui tvsvizzera.it, questo conteggio include sia i manifestanti sia i membri delle forze di sicurezza iraniane coinvolti negli scontri. La cifra è in continua evoluzione e viene aggiornata man mano che emergono nuove informazioni dal territorio.
La natura frammentaria dei dati spiega perché esistano discrepanze tra le diverse fonti indipendenti che monitorano la situazione. Ad esempio, i numeri diffusi da Hrana si affiancano a quelli forniti da altre organizzazioni come Iran Human Rights, che in alcuni casi riportano stime differenti sulle vittime e sugli arresti. Un’analisi recente pubblicata dalla Radiotelevisione svizzera su rsi.ch segnala che, in fasi precedenti delle manifestazioni, il bilancio accertato dei morti era già nell’ordine delle centinaia, a conferma di una repressione prolungata e sistematica.
Oltre al numero dei morti, le Ong richiamano l’attenzione anche sulle migliaia di arresti e detenzioni arbitrarie, spesso senza garanzie legali minime. Hrana, citata da diversi media internazionali, ha documentato centinaia di identità verificate tra i fermati e un numero ancora maggiore di arresti di massa non completamente identificati. Una ricostruzione di Sky TG24 sottolinea come questi dati rappresentino solo la parte visibile di una repressione che potrebbe essere assai più ampia, considerata la difficoltà di verificare le informazioni in molte province iraniane.
