La riapertura dell’inchiesta sul delitto di Garlasco ha riportato gli inquirenti nella vil

Pubblicato: 11/01/2026, 20:06:132 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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La riapertura dell’inchiesta sul delitto di Garlasco ha riportato gli inquirenti nella vil
Tra accertamenti nella villetta

La riapertura dell’inchiesta sul delitto di Garlasco ha riportato gli inquirenti nella villetta di via Pascoli per una nuova stagione di analisi scientifiche e accertamenti tecnici. Il 2025 si preannuncia come un anno decisivo

Ritorno nella villetta di via Pascoli: perché servono nuovi esami

I nuovi accessi degli inquirenti nella villetta di via Pascoli a Garlasco non sono un semplice atto formale, ma il segno che la fase investigativa è entrata in un passaggio cruciale. Secondo quanto ricostruito da testate come Affaritaliani, nel 2025 la Procura di Pavia ha deciso di riaprire il dossier concentrandosi su reperti già analizzati e su elementi a lungo considerati marginali. L’obiettivo è verificare se, alla luce delle metodologie odierne, sia possibile ottenere risposte più solide su impronte, tracce biologiche e dinamica dell’aggressione.

Una delle chiavi di questa nuova stagione di accertamenti è il ruolo delle tracce genetiche e del sangue, su cui diversi periti hanno lavorato nell’ambito dell’incidente probatorio. Le analisi più recenti hanno spesso confermato il quadro già noto, come riportato da Sky TG24, che segnala come il sangue sulle scale e sul tappetino del bagno appartenga esclusivamente a Chiara Poggi. Allo stesso tempo, restano aperte le valutazioni su impronte e reperti minori, inclusa almeno una traccia per cui, secondo l’agenzia AGI, è stato disposto un nuovo esame “per scrupolo”.

Questo ritorno nella villetta, a quasi due decenni dal delitto, mette in evidenza sia i limiti delle tecniche disponibili all’epoca sia la volontà di esplorare fino in fondo ogni possibile margine di dubbio. La nuova Bloodstain Pattern Analysis (BPA) condotta dal RIS di Cagliari, illustrata anche in un approfondimento de La7, rappresenta un salto di dettaglio rispetto alle prime ricostruzioni: circa 300 pagine di studio sulla distribuzione delle macchie di sangue, contro le 19 del 2007. Una mole di dati che potrebbe cambiare la lettura di alcuni passaggi dell’aggressione.

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