L’interesse dell’amministrazione Trump per la Groenlandia non è solo una provocazione geopolitica
Groenlandia nel mirino: cosa vuole davvero Washington
L’idea che gli Stati Uniti possano acquisire la Groenlandia, rilanciata con forza dall’era Trump, nasce da una combinazione di calcolo strategico e visione geopolitica di lungo periodo. Secondo ricostruzioni sul progetto di acquisizione della Casa Bianca, l’isola viene descritta come una vera e propria “priorità di sicurezza nazionale”, con piani riservati elaborati per sondare sia la fattibilità giuridica sia le condizioni politiche di una possibile transazione o forma di controllo rafforzato.High North News
Le analisi sul proposto acquisto degli Stati Uniti evidenziano che per Trump la Groenlandia è innanzitutto un enorme affare immobiliare e simbolico, capace di ridefinire i confini del potere americano. In diverse ricostruzioni, viene ricordato come l’ex presidente fosse colpito dalle dimensioni dell’isola e dalla possibilità di compiere la più grande acquisizione territoriale della storia USA, superando persino l’acquisto della Louisiana.Wikipedia – Proposed United States acquisition of Greenland
Dietro la narrativa dell’“affare del secolo” si nasconde però un disegno strategico complesso: controllare l’Artico significa influenzare nuove rotte marittime, l’accesso a risorse critiche e il posizionamento militare rispetto a Russia e Cina. Approfondimenti sul crescente interesse americano sottolineano come la Groenlandia sia ormai percepita a Washington come parte di una zona strategica esclusiva, dove ogni mossa invia segnali diretti anche ai rivali globali.High North News
