Gli auguri impossibili del 2026: cosa ci racconta MicroMega

Pubblicato: 10/01/2026, 12:53:192 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Lifestyle
Condividi:
Gli auguri impossibili del 2026: cosa ci racconta MicroMega
Un anno che si apre tra crisi globali

Gli “auguri impossibili” del 2026

Che cosa sono gli “auguri impossibili” del 2026

Nel testo “2026, gli auguri impossibili”, pubblicato su MicroMega, Paolo Flores d’Arcais descrive l’inizio dell’anno come un tempo cupo, segnato dal ritorno degli imperialismi e dalla crisi della democrazia liberale. L’idea stessa di augurare “buon anno” diventa paradossale: le condizioni materiali e politiche del presente sembrano smentire ogni ottimismo di maniera. Eppure, in questa diagnosi severa non manca una via d’uscita: l’invito è a ripensare radicalmente i rapporti di forza sociali e istituzionali, partendo dall’Europa come spazio privilegiato di conflitto e trasformazione.

Nella selezione “Gli auguri impossibili del 2026 e le altre notizie di MicroMega”, rilanciata anche attraverso la newsletter su Substack, la redazione raccoglie gli articoli che meglio raccontano le contraddizioni di questo inizio d’anno. Non si tratta di un semplice riepilogo di notizie, ma di una mappa ragionata dei nodi politici: dalla guerra e dagli imperialismi alla crisi sociale interna ai paesi europei. L’espressione “auguri impossibili” funziona così come metafora di un sentimento diffuso di smarrimento, ma anche come stimolo a non rassegnarsi alla semplice cronaca degli eventi.

Per capire la portata di questo pessimismo attivo, è utile confrontare queste analisi con il quadro offerto da osservatori indipendenti come il rapporto annuale di Freedom House sulle libertà civili e politiche. Negli ultimi anni, l’organizzazione ha registrato un deterioramento costante degli indici democratici in molte aree del mondo, Europa compresa, confermando empiricamente il clima che MicroMega descrive in chiave editoriale. Il punto non è limitarsi alla denuncia, ma chiedersi quali strumenti politici, culturali e organizzativi siano necessari per invertire la tendenza.

Commenti

Caricamento commenti…