Giubileo della Speranza: il cuore di “Sulla Via di Damasco

Pubblicato: 10/01/2026, 12:31:282 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Spettacolo
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Giubileo della Speranza: il cuore di “Sulla Via di Damasco
Conversione

L’articolo esplora il significato profondo del Giubileo così come proposto dalla trasmissione “Sulla Via di Damasco”

Il Giubileo della Speranza nello sguardo di “Sulla Via di Damasco”

La puntata dedicata al Giubileo della Speranza da “Sulla Via di Damasco” si inserisce nel solco di una lunga tradizione di racconto televisivo della fede, tipica del programma di Rai Tre. Come ricorda la presentazione ufficiale Rai, la trasmissione si concentra spesso sulla speranza cristiana e sul ruolo del Papa nel custodirla, sottolineando che il prossimo Giubileo nasce «nel segno della speranza e sarà inaugurato da Papa Francesco con l’apertura della Porta Santasecondo la Rai. In questo quadro, il programma non si limita a informare, ma aiuta il pubblico a leggere gli eventi ecclesiali come occasioni di rinnovamento personale.

Il Giubileo, nella visione proposta dalla trasmissione, non è soltanto una grande celebrazione romana ma un tempo in cui ogni credente è invitato a interrogarsi sulla propria vita e sulle proprie scelte. Un recente approfondimento ha mostrato come il tema dell’“eredità di speranza” di Papa Francesco sia strettamente legato all’Anno Santo, mettendo in luce i suoi viaggi, i gesti di vicinanza agli ultimi e il legame tra misericordia e giustiziasecondo Parola di Vita. Così il Giubileo viene presentato come uno spartiacque, un invito a cambiare sguardo sul mondo e su se stessi.

Collocare il Giubileo dentro la cornice narrativa di “Sulla Via di Damasco” significa leggerlo come un cammino, più che come un singolo evento. La trasmissione, che fin dal titolo richiama l’esperienza di conversione di San Paolo, costruisce un ponte tra la storia biblica e le storie di oggi, mettendo al centro volti e testimonianze. In questa prospettiva, l’Anno Santo della Speranza non appare come un appuntamento per pochi, ma come una proposta universale di riconciliazione, capace di parlare tanto ai credenti praticanti quanto a chi si sente ai margini della Chiesa o in ricerca interiore.

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