Zhegrova e la pubalgia: quando il dolore diventa un incubo

Pubblicato: 09/01/2026, 17:23:482 min
Scritto da
Gaspare Lamazza
Categoria: Sport
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Zhegrova e la pubalgia: quando il dolore diventa un incubo
Come un infortunio “banale” può cambiare la carriera di un calciatore e cosa insegna il caso del talento kosovaro

Il caso di Edon Zhegrova

Il caso Zhegrova: quando la pubalgia non ti lascia più

La vicenda di Edon Zhegrova mostra in modo plastico come una “semplice” pubalgia possa stravolgere i piani di un talento nel pieno della carriera. Come ricostruito da un approfondimento della Gazzetta dello Sport, l’esterno kosovaro è stato costretto a fermarsi a fine 2024 per un dolore inguinale sempre più limitante, inizialmente gestito in modo conservativo e poi affrontato con un intervento chirurgico. Il rientro, previsto in primavera, è slittato più volte a causa di ricadute e di una condizione fisica mai del tutto stabile.

Anche dopo il trasferimento in un nuovo club, Zhegrova ha faticato a trovare continuità, con minutaggi ridotti e gestione estremamente prudente da parte dello staff tecnico e medico. L’ala è spesso rimasta in panchina o è stata impiegata per scampoli di partita, proprio per evitare di stressare troppo la zona pubica ancora sensibile, come riportato dai resoconti sul suo utilizzo stagionale. Nonostante lampi di classe e qualche prestazione decisiva, l’autonomia limitata è rimasta un problema centrale nella sua gestione.

Secondo quanto spiegato dal dottor Fabrizio Tencone, specialista in medicina dello sport e direttore del centro Isokinetic di Torino, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, la pubalgia nel calcio è particolarmente subdola perché coinvolge una regione anatomica in cui convergono forze muscolari molto potenti: adduttori, addominali, flessori dell’anca. Questo rende il recupero lento e pieno di trappole, specie se l’atleta torna in campo prima di aver recuperato completamente forza, mobilità e controllo del gesto tecnico.

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